Due testimonial d’eccezione per “Coloriamo il carcere”

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Murales carcere

PROVINCIA – Sono arrivati ieri alle ore 15 davanti ai cancelli del supercarcere di Marino del Tronto per consegnare personalmente alla direttrice dell’istituto, Lucia Di Feliciantonio, i materiali acquistati per “Coloriamo il carcere”. Testimonial d’accezione per la terza fase del progetto sociale sono il presidente del Tribunale di Ascoli, Flavio Uccella, e il presidente di Confindustria Ascoli Piceno, Bruno Bucciarelli.

Entra così nel vivo la nuova stagione dei lavori a sfondo sociale che prevedono la decorazione dei muri di corridoi, cortili e spazi comuni del supercarcere. Dopo le opere realizzate nella sala colloqui della sezione giudiziario e quelle che hanno visto la decorazione del lungo corridoio che conduce alle sale didattiche, nella terza fase del progetto i colori abbracceranno le pareti di uno dei luoghi più delicati dell’intera struttura: la sala colloqui del settore penale, quella in cui i detenuti in 41 bis incontrano figli e familiari.

La terza fase del progetto è partita proprio grazie al personale interessamento del presidente del Tribunale di Ascoli Piceno, Flavio Uccella, e del presidente di Confindustria Ascoli Piceno, Bruno Bucciarelli che hanno reperito i fondi necessari all’acquisto delle vernici e degli spray che verranno utilizzati. E vedrà di nuovi impegnati i ragazzi che hanno lavorato in corridoio: il writer ascolano Simone Galiè e le studentesse Marta Alvear Calderon, Laura Galetti e Annalisa Accica. Tutti affiancati dalla squadra di detenuti che chiederanno di partecipare.

Il progetto aveva preso il via due anni fa da un’idea del Comandante Pio Mancini, momentaneamente in servizio presso il carcere di Torino, ed è coordinato dalla giornalista Teresa Valiani, direttore di IO e CAINO, il giornale del supercarcere realizzato con i detenuti. I lavori sono realizzati, di volta in volta, da una squadra di professionisti esterni (writers, disegnatori, insegnanti) che viene affiancata dai detenuti del giudiziario. Oltre che a rendere l’ambiente detentivo più gradevole, “Coloriamo il carcere” si propone, infatti, anche di avvicinare società civile e popolazione detenuta in quello che fino a oggi è stato uno scambio di esperienze estremamente positivo.

Appena terminati i lavori in sala colloqui, e con l’arrivo della bella stagione, la terza fase del progetto interesserà le grandi pareti del cortile interno.

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