Braccialetti Rossi

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page
braccialettiLeo il leader, Vale il “vice”, Toni il furbo, Davide il bello, Cris la ragazza, Rocco l’imprescindibile. Ci sono tutti i “tipi” che non possono mancare in nessun gruppo di amici. Sei ragazzi come tanti, ma straordinari.
Perché la “location” della loro amicizia non è il muretto, la piazza, la discoteca, il centro commerciale, l’appartamento di uno di loro, ma un ospedale pediatrico di Fasano di Puglia, vista mare.
Si chiama “Braccialetti rossi” – il rosso è quello dei braccialetti che t’infilano al polso prima di accedere alla sala operatoria – la nuova fiction di successo di RaiUno, che dopo “Un matrimonio”, l’altrettanto fortunata serie di sei puntate girata da Pupi Avati, e i numeri sempre da capogiro di “Don Matteo 9”, ha già registrato un record nella puntata di esordio: 20,2% di share, 5.300.000 spettatori, sbaragliando tutti i concorrenti della prima serata.
Molti gli ingredienti all’origine del primato di ieri sera: la firma di Giacomo Campiotti, regista tra i più sensibili e innovativi del nostro cinema, che in questo caso è anche sceneggiatore insieme a Sandro Petraglia.
L’ispirazione tratta dal libro autobiografico di Albert Espinosa, “Braccialetti rossi” appunto, che racconta dieci anni di lotta con il cancro. La splendida colonna sonora, scritta da Niccolò Agliardi, composta da nove inediti e arricchita da cinque “hit” di Laura Pausini, Vasco Rossi, Tiziano Ferro, Emma Marrone ed Emis Killa.
Ma soprattutto, la forza di un’amicizia che attraversa trasversalmente le esperienze di adolescenti malati di tumore, di anoressia, in coma o vittime di un incidente. E che permette ai sei protagonisti di guardare in faccia il dolore e di affrontarlo a modo loro, e cioè con la prorompente vitalità, la fantasia e la “trasgressione” tipica dei loro anni. Con la voglia di esserci nonostante quel “drago” che li assale, con il suo portato di incubi e paure.
È la vita, che trasuda da ogni sapiente inquadratura. La forza incessante di quel fiume che travolge e sconvolge, ma a cui nessuno dei ragazzi sa e vuole sottrarsi, perfino quando l’istinto più potente è la ribellione e la tentazione più a portata di mano quella di lasciarsi sopraffare. La vita. Quella dell’infermiere che, trasportando Vale nella sua stanza al ritorno della sala operatoria, lo fa spingendo il letto di corsa e dicendogli: “Voglio farti sentire il vento”. Quella di Rocco, undicenne in coma da otto mesi e voce narrante della storia: “Lo so, è giorno, non dovrei dormire e invece dormo sempre da otto mesi”, dice all’inizio della storia: “Da qui sento tutto, vedo tutto, rido se c’è da ridere, piango se c’è da piangere, mi arrabbio, mi annoio, mi diverto, mi commuovo… Però nessuno lo sa”. Leo, Vale, Toni, Davide, Cris non hanno dubbi: nel loro gruppo un po’ speciale, è lui “l’imprescindibile”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *