“Prendersi cura della scuola” impegno dei cattolici

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Chiesa e ScuolaM. Michela Nicolais

Sette parole chiave – autonomia e sussidiarietà, educazione, alleanza educativa, insegnanti, generazioni e futuro, comunità, umanesimo – quasi una “bussola” per la scuola. Si presenta così il nuovo sito predisposto dalla Cei per la manifestazione del prossimo 10 maggio, che vedrà il mondo della scuola in piazza san Pietro con Papa Francesco. La rappresentazione grafica è quella di una cartina della metro, con le fermate marcate dalle linee colorate che s’intrecciano. “Cliccando” su www.lachiesaperlascuola.it, ci si può orientare nei meandri di una realtà con cui ognuno di noi ha avuto a che fare per una parte consistente della propria vita, serbandone magari un grato ricordo, ma che oggi rischia di essere una galassia sconosciuta, e nella peggiore delle ipotesi obsoleta, tanto vien relegata ai margini dalle istituzioni e dall’opinione pubblica. Ad arricchire il nuovo sito, materiali di approfondimento, iniziative sul territorio e indicazioni pratiche. “Difendere e promuovere la scuola, a cui – anche al tempo della crisi economica – è legata la salute pubblica e la stessa democrazia”: questa la convinzione che anima la manifestazione di maggio, in cui il variegato “popolo della scuola” sarà accolto dal Papa. “Non c’è testimone migliore per assicurare a tutti che la Chiesa intende promuovere la scuola per il bene di tutti, a favore di ciascuno”, osserva monsignor Nunzio Galantino, segretario generale ad interim della Cei, chiamando a raccolta al grande appuntamento. “Tutti quelli che pensano che oggi, ancor prima della logica del profitto, sia importante riattivare la logica della crescita della persona, si ritroveranno a Roma, e sarà una grande festa”, prevede monsignor Domenico Pompili, sottosegretario della Cei e direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali, nel video di presentazione dell’iniziativa.

“Non possiamo fare finta di niente”. L’obiettivo, spiega monsignor Galantino, in una nota sul nuovo sito, “va inquadrato nel contesto del decennio sull’educazione e centrato su un’idea concreta di bene comune” e richiede di “ritessere i fili della scuola, cioè quello delle generazioni (docenti e discenti), quello delle agenzie educative (scuola, famiglia, Chiesa), quello, infine, delle dinamiche sociali (scuola e lavoro)”. “Se educare è possibile e necessario, se coltivare l’umano viene prima del profitto, se la scuola è la frontiera della socializzazione, non possiamo far finta di niente”, ammonisce il vescovo, ricordando che “la Chiesa storicamente ha sempre avvertito l’urgenza di star dentro a questo mondo perché sa per esperienza che solo persone libere e critiche possono dar seguito a una società giusta e aperta”.

Rinnovarsi e rimotivarsi. “Siamo tutti consapevoli della crisi economica che non risparmia neanche i beni di prima necessità”, afferma monsignor Galantino: tra questi, però, “la scuola va difesa e promossa a costo di qualsiasi sacrificio perché ne va della salute pubblica e della stessa democrazia”. Per far questo, secondo il segretario generale ad interim della Cei, “occorre evitare che la scuola sia aggredita dall’ideologia di chi vuole ridurla ad un sapere funzionale al mercato oppure orientato a una visione prefabbricata della realtà. Essa è piuttosto l’esperienza di crescere insieme attraverso un confronto serrato con tutte le forme della conoscenza”. In questa prospettiva, dunque, “prendersi cura della scuola è un impegno e insieme una opportunità”: “Solo ripartendo da questa attenzione al percorso di ciascuna ragazza e di ciascun ragazzo – afferma – si realizzerà una comunità all’altezza delle sfide che l’epoca presente pone con incalzante velocità”. “Siamo dentro un processo di grandi trasformazioni che la scuola non può subire”, ammonisce monsignor Galantino: è questo il motivo per cui la scuola deve “rinnovarsi e rimotivarsi”.

Allearsi per un nuovo umanesimo. Sette parole chiave, a cominciare dal binomio “autonomia e sussidiarietà”, che viene spiegato così: “Per una scuola autonoma e uno Stato garante della qualità”. Non si tratta di uno slogan, ma di una condizione che “dovrebbe essere la norma, non l’eccezione, in modo da permettere alle scuole di svolgere sempre meglio il proprio ruolo di servizio pubblico”, nell’ambito del sistema nazionale d’istruzione varato dalla legge 62/2000. Altro concetto basilare: “Alleanza educativa”. “Un’alleanza – può apprendere il navigatore che apre questa speciale mappa – prima di tutto tra scuola e famiglia, in una logica di rigorosa lealtà reciproca. Questo implica un confronto comune sulle questioni, la costruzione di relazioni generative, l’attenzione inclusiva verso gli alunni in difficoltà”. “La stessa attenzione va manifestata verso la scuola a sua volta marginale per l’opinione pubblica”. “Umanesimo”, parola antica da riscoprire, ridandole significato e preservandola dall’estinzione: “Per un’educazione che non sia solo acquisizione di competenze. L’umanesimo, rapporto creativo con la tradizione e il patrimonio culturale, aiuta la dimensione educativa a riconquistare la sua dignità di percorso autenticamente umano”. Appuntamento a maggio, allora: con Papa Francesco come “timoniere”!

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