Le porte sono aperte tra ebrei e cattolici e nelle chiese cristiane

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Di Maria Chiara Biagioni

Prenderà il via a breve nel nostro Paese una settimana intensa di dialogo: ebrei e cattolici prima, le diverse Chiese cristiane subito dopo, apriranno le porte delle loro comunità per conoscersi, confrontarsi su temi di attualità, guardare insieme al Paese. Una miriade di iniziative – incontri, veglie e tavole rotonde – attraverseranno quest’anno l’Italia gettando un po’ ovunque, su un territorio messo duramente alla prova, un lievito di comunione e di fraternità. Si parte giovedì 16 gennaio con la celebrazione della XVIII Giornata per l’approfondimento del dialogo tra cattolici ed ebrei. Istituita in Italia nel 1989, la Giornata del 2014 sarebbe venuta a cadere venerdì 17 gennaio, alla vigilia della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, cioè nel giorno in cui, nel pomeriggio/sera, gli ebrei avrebbero accolto il Sabato. Questo avrebbe pregiudicato la loro partecipazione alle eventuali iniziative comuni organizzate per la Giornata. Pertanto – di comune accordo con le autorità religiose del mondo ebraico italiano – la data è stata spostata a giovedì 16 gennaio 2014. Il 18 gennaio parte invece la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani che fino al 25 gennaio richiamerà le comunità cristiane a riflettere sul tema tratto quest’anno dalla prima Lettera dell’apostolo Paolo ai Corinzi: “Cristo non può essere diviso!”.

Con gli ebrei, l’Ottava Parola “Non ruberai”. “Dio allora pronunciò tutte queste parole: Non ruberai” (Esodo 20,1.15). All’Ottava Parola del Decalogo è dedicata la XVIII Giornata per l’approfondimento del dialogo tra cattolici ed ebrei. A presentare il tema sono il vescovo Mansueto Bianchi, presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo e il rabbino Elia Enrico Richetti, presidente dell’Assemblea dei rabbini d’Italia. In un messaggio congiunto il vescovo e il rabbino invitano a riflettere sulle “amplissime conseguenze per l’etica personale e pubblica” che derivano dall’attuazione del comandamento “non rubare” e osservano: “La Scrittura in effetti dà larghissimo spazio agli insegnamenti che mirano a orientare tutta l’azione umana sulla via della rettitudine e dell’onestà, con un comportamento ispirato in modo armonico alla giustizia e alla carità”. Un ricco sussidio è stato preparato in vista della celebrazione della Giornata. Vengono affrontati molti temi dalla giustizia alla misericordia: “Ciascun uomo e donna e l’umanità nel suo insieme sono corresponsabili del benessere collettivo e sociale e dell’equilibrio ecologico globale in virtù di un vincolo di solidarietà che risale al piano originario dell’amorevole Padre di tutti”. Lo sguardo delle comunità di fede è rivolto alle categorie “più deboli e sfortunate, come lo straniero, l’orfano, la vedova, il levita, il malato”. Sono e devono essere loro “i primi destinatari di questa benevolenza generosa” secondo la logica della “reciprocità e della compassione”.

Unità dei cristiani: essere lievito di fraternità. A un altro tema particolarmente “caldo” per il nostro Paese è dedicato il messaggio che quest’anno i leader delle Chiese cristiane rivolgono alle comunità italiane per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: il tema della multiculturalità. In un messaggio congiunto dedicato al tema della Settimana, il vescovo cattolico Mansueto Bianchi, il pastore Massimo Aquilante e il metropolita ortodosso Gennadios (Patriarcato ecumenico) invitano a “riconoscere i doni degli uni e degli altri”. Poi soffermandosi sul contesto italiano, i leader cristiani osservano come le “diversità” presenti in una società sempre più multiculturale come quella italiana sono “troppo spesso misconosciute e non valorizzate”. Ed aggiungono: “Pensiamo per esempio all’arrivo di migranti da ogni parte del mondo e, soprattutto, da quel Sud del mondo nel quale oggi vive la maggioranza dei cristiani. Pensiamo alle chiese di migranti che si formano sul nostro territorio. Pensiamo alla presenza di altre religioni giunte ad allargare i nostri confini culturali e perfino spirituali. Pensiamo all’esigenza di libertà e di dialogo che una società multiculturale sempre più richiede. Sia anche questo l’orizzonte ecumenico della nostra ricerca di unità, rafforzata dalla nostra continua e fervida preghiera di fraternità”.

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