Lettera ai magi

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Magi

Di D. G. C.

Carissimi Magi,
noi lo sappiamo, il Verbo si è fatto carne, Dio ci è venuto incontro, come fa un innamorato da sempre ci cerca. Ma come nell’amore, nulla succede, se anche noi non ci mettiamo in cammino, se non gli adiamo incontro.
Vorremmo imparare da voi: non vi siete accontentati della sapienza, né della ricchezza, né del potere che avevate, ma vi siete messi in cammino, alla ricerca del Messia, l’unico che rende ‘piena’ la vita!

Carissimi Magi,
lungo il percorso vi siete imbattuti in due città e in due re: Gerusalemme con Erode e Betlemme con Gesù. Due re diversi: l’uno seduto sul suo trono, pronto a far fuori ogni persona, anche un bambino, se visto come pericolo per il suo potere; l’altro nato in una stalla, ora in una casa, pronto a morire per i suoi, specie per gli ultimi e i più poveri. Solo di fronte al Messia vi siete inginocchiati, avete adorato e offerto i vostri doni.
Un esempio per noi: non ci inginocchieremo di fronte a nessuno, solo davanti a Dio! Non ci prostreremo di fronte ai potenti di turno, dai più piccoli ai più grandi, né chiederemo per piacere ciò che ci spetta per diritto.
Carissimi Magi,
vi siete mossi dalla periferia, e non solo geografica, pur non appartenendo al popolo di Israele, avete scrutato i segni del cielo, vi siede fidati delle Scritture e siete arrivati davanti al Figlio di Dio.
E’ davvero bello tutto questo! Dio è di tutti e per tutti. Ad ogni uomo e ad ogni donna, al di la di qualsiasi appartenenza, si fa trovare.
Riprende un nuovo anno: non ci faremo rubare la speranza! Questo mondo può diventare la casa dove finalmente si vive la fraternità, via e fondamento della pace! Possiamo avviarci per un’altra strada.

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