C’è tanta Europa forte nel super patto tedesco

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EuropaStefan Lunte
Il denso documento programmatico, di 180 pagine, sottoscritto da cristiano democratici (Cdu-Csu) e socialdemocratici (Spd) tedeschi, che è alla base dell’azione del nuovo governo guidato da Angela Merkel, merita particolare attenzione anche sul versante continentale per almeno due motivi: primo, perché questo testo menziona più di quaranta volte gli obiettivi del nuovo governo a livello europeo; inoltre perché nel capitolo specificamente dedicato all’Unione europea esso sottolinea chiaramente la volontà delle élite politiche tedesche di costruire un’Europa più federale.
L’accordo di coalizione siglato a fine novembre è stato duramente criticato dalla stampa tedesca per la sua presunta mancanza di ambizione, e per i costi supplementari che impone alle famiglie e alle classi medie. Tuttavia, il modo in cui è stata inclusa la dimensione europea nell’accordo di governo nazionale convince per il suo senso di realismo. Il governo di uno Stato membro dell’Ue – pur essendo il più grande e ricco – non può più pretendere oggi di agire da solo, senza partner o addirittura “contro” le istituzioni europee. Quasi nessun settore politico è esente da questa osservazione. Pertanto, l’accordo di coalizione spiega in modo sistematico come l’azione europea del governo tedesco accompagnerà una misura adottata sul piano interno. Spesso il successo della prima determinerà l’esito della seconda.
Le grandi reti di trasporto o di telecomunicazioni, l’agenda digitale e i programmi di ricerca, l’energia rinnovabile o nucleare, il mercato del lavoro o la formazione, la fiscalità delle aziende e il controllo delle banche, la tutela dei consumatori e l’agricoltura, il patrimonio culturale e i media audiovisivi, la migrazione: in tutti questi ambiti i firmatari dell’accordo s’impegnano a seguire una linea europea. In modo trasparente e con un grande senso pedagogico, i cittadini tedeschi imparano che cosa significhi che il loro Paese è parte di una comunità di Stati, legati da storia e geografia, con un mercato e una moneta unica. Essi trarranno vantaggio dal fatto di prenderne atto, come anche sarà per gli altri governi. Questi vi troveranno anche alcune lezioni sull’orientamento generale della politica europea.
Il sesto capitolo dell’accordo s’intitola, in particolare, “L’Europa forte”. Il nuovo governo dichiara di voler assumere la sua responsabilità europea. Vuole un’Europa più democratica: “Le decisioni di politica europea spesso incidono profondamente sulla vita dei nostri cittadini. È quindi importante per la fiducia dei cittadini nell’Unione europea rafforzare la sua legittimità democratica e prendere decisioni più trasparenti”. Per questo è necessario rafforzare il ruolo sia del Parlamento europeo sia dei parlamenti nazionali.
Sempre al centro del metodo comunitario, la Commissione europea dovrebbe diventare più efficace.
Inoltre programmi comunitari per i giovani dovrebbero promuovere l’emergere di una società civile europea, “condizione essenziale per una democrazia europea viva”.
Per uscire dalla crisi economica e monetaria la Germania continuerà sulla sua linea. Solidarietà e responsabilità vanno di pari passo: “Noi europei dobbiamo avere successo nella concorrenza globale attraverso un’economia competitiva”. Con accordi di riforma conclusi a livello europeo, gli Stati della zona euro dovranno impegnarsi in modo credibile e democratico per consolidare le loro finanze e diventare più competitivi. In cambio, potranno contare – sempre secondo il governo di Berlino – sulla solidarietà dei loro partner. Per questo, i firmatari del nuovo accordo di coalizione, che rappresentano i due terzi degli elettori tedeschi, annunciano la loro intenzione di voler cambiare i Trattati in materia di unione economica e monetaria.
In sintesi: i partner Ue si tengano pronti a incontrare il nuovo governo tedesco pronto e determinato a voler cambiare il corso della storia europea.

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