Conosciamo l’associazione Caleidoscopio, un gruppo frizzante di giovani teatranti

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caleidoscopio

DIOCESI – Conosciamo più da vicino l’Associazione Caleidoscopio, un gruppo di giovani di età comprese fra i 16 e i 24 anni, accomunati dalla grande passione per il teatro e dal piacere di calcare il palcoscenico

Quando è nata l’associazione caleidoscopio e come?
L’Associazione si è costituita nel 2009, ma in realtà come gruppo teatrale esistiamo già da tempo.
La spinta è nata dal fatto che alcuni di noi frequentavano i laboratori estivi della Parrocchia di San Filippo Neri, iniziando a fare amicizia e confidandoci l’amore per il teatro, abbiamo deciso di intraprendere questa strada..è proprio lì che è nata questa scintilla.

Quale è il primo spettacolo che avete messo in scena?
Il primo spettacolo portato in scena, come Associazione, fu “Come prima..più di prima”, un mix di storie tratte dal mito greco. L’inizio vero e proprio fu ne 2005, c’erano solo alcuni degli attuali membri, ed eravamo molto piccoli.
Lo spettacolo era tratto dal libro “Momo” e lo chiamammo “Se il tempo fosse un fiore”.

Quante volte a settimana vi vedete per le prove?
Settimanalmente abbiamo due incontri fissi. Quando tornano tutti gli universitari decidiamo di vederci in modo più intensivo nei week end, mentre, avvicinandosi il giorno dello spettacolo, gli incontri si moltiplicano.

Cosa pensate di poter trasmettere con il teatro?
Attraverso questa forma d’arte cerchiamo di trasmettere messaggi positivi,
vogliamo che la cultura rinasca dal teatro.
E’ buono almeno per una sera, alzarsi dal divano ed andare a vedere uno spettacolo, di qualsiasi genere si voglia.
Bisogna alimentare la mente con la cultura, altrimenti rischiamo di invecchiare troppo presto.

Secondo voi dopo che siete entrati nel mondo teatrale la vostra vita è cambiata?
La nostra vita non è cambiata, è cambiato il modo di viverla.
Il teatro può aiutarti ad affrontare ogni cosa, ti da carisma, determinazione, disciplina.
Ti fa comprendere il senso di essere gruppo, dove nessun protagonismo è mai ben accetto, se si vuole arrivare ad una meta comune.
Ti rendi conto che esiste “un altro mondo” in cui puoi provare ad essere chi vuoi e forse questo poter sperimentare varie sfaccettature,ti insegna ad essere limpido nella vita reale.

Come vivete il sabato sera?
Il sabato sera non sempre lo viviamo come gruppo teatrale, ognuno ha un suo giro di amici, ma diciamo che quando decidiamo di fare feste o di uscire insieme, non ci facciamo mai mancare una grossa carica di divertimento!

Avete un sogno in comune?
Non penso che ci siamo mai confidati di avere un sogno in comune. Sicuramente uno dei sogni più grandi è riempire un teatro e vedere il pubblico soddisfatto e contento di ciò che ha visto.

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