Task force vaticana per contrastare la pedofilia nella Chiesa

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Papa riunioneM. M. Nicolais

Una sorta di “task force” per continuare a contrastare la piaga della pedofilia. È la Commissione per la protezione dei fanciulli, costituita da Papa Francesco con la finalità di “consigliare” il Santo Padre “circa l’impegno della Santa Sede nella protezione dei fanciulli e nell’attenzione pastorale per le vittime degli abusi”. Ad annunciare la notizia è stato oggi il cardinale Sean Patrick O’Malley, arcivescovo di Boston e membro del Consiglio degli otto cardinali, nel briefing a conclusione della seconda riunione di quest’ultimo. “Continuando con decisione la linea intrapresa da Papa Benedetto XVI, e accogliendo una proposta avanzata dal Consiglio dei cardinali – ha detto il card. O’Malley, alla presenza del portavoce vaticano, padre Federico Lombardi – il Santo Padre ha deciso d’istituire una specifica Commissione per la protezione dei fanciulli”. Sarà il Papa stesso, con un apposito documento di prossima pubblicazione, a stabilire la composizione e le competenze della nuova Commissione, che includerà anche laici, religiosi, religiose e sacerdoti “con competenza nella sicurezza dei fanciulli, nei rapporti con le vittime, nella salute mentale, nell’applicazione delle leggi”. Dopo la richiesta, da parte della Santa Sede, alle Conferenze episcopali di tutto il mondo di elaborare apposite “linee guida”, continua dunque con decisione anche con Papa Francesco l’impegno della Chiesa, a tutto campo, per sconfiggere la piaga della pedofilia. La terza riunione del Consiglio di cardinali si terrà dal 17 al 19 febbraio, subito prima del Concistoro.
Le finalità principali e le “linee guida”. “Riferire circa lo stato attuale dei programmi per la protezione dell’infanzia; formulare suggerimenti per nuove iniziative da parte della Curia, in collaborazione con vescovi, Conferenze episcopali, superiori religiosi e conferenze dei superiori religiosi; proporre nomi di persone adatte per la sistematica attuazione di queste nuove iniziative”: queste le finalità principali della Commissione. In attesa del documento con cui il Papa ne preciserà la composizione e le competenze, il card. O’Malley – rispondendo alle domande dei giornalisti – ha detto che fra le “possibili responsabilità” di essa “ci saranno le linee guida per la protezione dei bambini, lo sviluppo ed estensione di norme, procedure e strategie per la protezione dei bambini e la prevenzione di abusi sui minori”.
Corsi di formazione e supporto alle vittime. Compito della Commissione sarà anche elaborare “programmi di formazione per bambini, genitori, tutti coloro che lavorano con minori, di catechisti, la formazione di seminaristi, la formazione permanente dei sacerdoti; protocolli per la sicurezza dell’ambiente, codici di condotta professionale, attestazione d’idoneità al ministero sacerdotale, screening e controllo della fedina penale, stato dell’azione delle richieste di valutazione psichiatrica; cooperazione con le autorità civili, segnalazione dei reati, attenzione alle leggi civili, comunicazioni riguardanti il clero dichiarato colpevole; pastorale in supporto delle vittime e dei familiari, assistenza spirituale, servizi di salute mentale; collaborazione con esperti nella ricerca e sviluppo della prevenzione degli abusi sui minori, psicologia, sociologia, scienze giudiziarie; collaborazione con vescovi e superiori religiosi, ottimizzazione della procedura, attuazione di leggi e linee guida, rapporto con i fedeli e con i media; incontri con le vittime; supervisione e recupero dei chierici colpevoli di abusi”. Il lavoro del Consiglio di cardinali, ha detto padre Lombardi, “è proseguito continuando a prendere in considerazione, una dopo l’altra, le diverse Congregazioni e continuerà così anche oggi pomeriggio”.
 
“Collaborazione” con autorità civili e Conferenze episcopali. “Non conosco tutte le attività della Santa Sede, ma credo che finora l’enfasi è stata nei processi giuridici e meno nella parte pastorale”, ha detto il porporato statunitense rispondendo alle domande dei giornalisti e ricordando che “la Santa Sede ha chiesto a tutte le Conferenze episcopali di formulare le linee-guida. Adesso è importante per la Santa Sede stessa avere un piano per la Città del Vaticano e, allo stesso tempo, lavorare con le Conferenze episcopali per la protezione dei bambini e la risposta pastorale agli abusi sessuali dei fanciulli”. O’Malley ha precisato, inoltre, che “non cambierà la responsabilità” della Congregazione per la dottrina della fede: “Questa è altra cosa per la protezione dei bambini, lavorerà insieme alla dottrina della fede”. Quanto alla collaborazione con la giustizia civile, compito della Commissione sarà “studiare per dare suggerimenti al Santo Padre”. A una domanda su quanto possano essere efficaci i corsi di formazione per chi ha contatti con i bambini – uno dei possibili compiti della Commissione – O’Malley ha citato la positiva esperienza statunitense, che ha dimostrato come tali corsi abbiano “aiutato molto a prevenire i casi di abuso”, soprattutto perché tramite tale modalità gli esperti possono “identificare eventuali segnali di pericolo”.

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