San Benedetto del Tronto ed i suoi carabinieri, 70 anni di storia

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Carabinieri

 

Di Elbano

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Due belle giornate, sono stati i commenti delle autorità che hanno partecipato alla manifestazione organizzata dall’Associazione Nazionale Carabinieri di San Benedetto.

All’Auditorium Tebaldini, alla presenza di Autorità Civili e Militari, di alcune classi di studenti degli Istituti cittadini e di un pubblico costituito principalmente da soci dell’Associazione si è svolto un interessante incontro su “La città e l’Arma dei Carabinieri – 70 anni di storia 1943-2013 “.

Ha aperto i lavori il Presidente della locale Sezione ANC, S.Ten. Luigi Crescenzi, il quale dopo i saluti ed i ringraziamenti di rito, ha illustrato il programma della manifestazione ed al termine ha passato la parola al Moderatore dell’incontro Gen. Div. Gianfranco Massaro, già comandante della Legione Carabinieri dell’Emilia Romagna, il quale nella sua introduzione ha evidenziato gli ottimi rapporti esistenti fra la città e l’Arma dei Carabinieri.

Il primo relatore il M.llo Bovara, per venti anni Presidente dell’Associazione ANC cittadina, ha parlato della Toponomastica Sambenedettese in onore dell’Arma dei Carabinieri. Ha precisato che il suo intervento era basato sul lavoro svolto dal Dr. Giuseppe Merlini, archivista storico comunale e sulla sua esperienza personale arricchita dalla lettura di alcuni testi scritti da Tito Alessandrini e da Alessandro Perini.

Ha raccontato, rivolgendosi in modo particolare ai giovani studenti, la storia di Luciano Nardone ed Isaia Ceci, uccisi dai tedeschi perché si erano opposti al saccheggio di viveri destinati alla popolazione. Ha parlaro di Elio Fileni, anch’esso ucciso dai tedeschi per una azione analoga. Ha citato la motivazione della Medaglia D’Oro al valor militare concessa a Salvo D’Aquisto per essersi sostituito a 22 ostaggi che stavano per essere fucilati. Ha ricordato il concittadino Carabiniere Giuseppe Fioravanti, ucciso nel modenese in una eroica azione di servizio. Ha menzionato i due Carabinieri sardi Ciriaco Carru e Walter Frau, membri di un equipaggio del radiomobile dei Carabinieri, uccisi in uno scontro a fuoco con rapinatori, i quali grazie al loro sacrificio sono stati arrestati. Ha concluso l’elencazione degli intestatari di vie e piazze cittadine parlando del Generale dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa del quale non ha menzionato solo la sua tragica morte avvenuta per mano della mafia, ma ha citato fatti storici legati alla nostra città che ha visto coinvolto l’ufficiale in momenti tanto difficili quali quelli che sono stati vissuti subito dopo l’8 settembre 1943.

La grande Fiamma, simbolo dell’Arma dei Carabinieri, realizzata dall’artista sambenedettese Marcello Sgattoni, posta sulla piazza dedicata a Carlo Alberto dalla Chiesa, testimonia in modo inequivocabile il legame della città con l’Arma dei Carabinieri.

Con Interesse è stato seguito l’intervento del secondo e principale relatore Prof. Danilo De Masi, attualmente coordinatore provinciale ANC di Modena, il quale ha illustrato con chiarezza alcuni momenti storici dell’Arma dei Carabinieri a partire dalla sua fondazione nel 1814 all’estensione su tutto il territorio nazionale unificato per giugere fino ai giorni d’oggi.

La seconda giornata iniziata con la deposizione di corone sui monumenti esistenti su piazza Nardone ed alla rotonda di Porto D’Ascoli per ricordare il 70° anniversario della morte di Nardone, Ceci e Salvo D’Acquisto.
In via Fioravanti è stata scoperta una targa commemorativa per ricordare il Carabiniere Giuseppe Fioravanti nel 60° dalla sua morte. Dopo l’intervento del Sindaco Giovanni Gaspari e del Gen.Tito Baldi Honorati, ispettore Regionale ANC, in corteo i soci di alcune sezioni provenienti dal territorio marchigiano e da altre delle regioni limitrofe hanno raggiunto la Chiesa Sacra Famiglia ove è stata celebrata la Santa Messa da parte di Sua Eccellenza Monsignor Gervasio Gestori e ricordate le figure di Giuseppe Fioravanti e di suo fratello Mario, Missionario in Brasile, deceduto due anni or sono. Il testo dell’intervento trasmesso a parte.

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