Compie i suoi primi 10 anni il Presepe Vivente di Grottammare

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Presepe Vivente

GROTTAMMARE – Torna ancora una volta il Presepe Vivente a Grottammare. Quest’anno ricorrono i 10 anni dalla Nascita, nel lontano 2004.
Si concretizzò l’idea di un cittadino, Fabrizio Rosati, che fin da piccolo amava sognare realizzando accurati Presepi e visitando le tante Rappresentazioni di Presepi Viventi del Centro Italia. Quell’idea singola si incontrò con altre idee, con altre persone , teste, mani, braccia e tutti insieme – che cosa Infatti e’ possibile fare da soli?
..Bhe, quell’idea divenne realtà. Ci si sposto’ nel centro storico cittadino, piu’ volte nei secoli, ricostruito caparbiamente sulle frane che erodevano Inesorabilmente il limitare costiero adriatico. Qui residuavano vecchie cantine e fondaci, denominate volgarmente “grotte” ( da cui il nome Grottammare, forse). Fu proprio in una di queste grotte che il celebre pontefice Sisto V ( Felice Peretti, Grottammare 1521- Roma,1590), ricordando i suoi umili e casuali natali a Grottammare, specifico’ di essere – avvicinando la miseria della sua nascita, da buon francescano, con quella di nostro Signore, anch’egli nato “..in una grotta”.
Fondaci concessi gratuitamente dai proprietari per i tre giorni della Rappresentazione, cantine allestite scenograficamente con poverissimi mezzi…E che Presepe sarebbe se non fosse povero?
Un po’ di juta,
paglia, qualche fiaccola ed ecco fatto. Il freddo non si sente piu’, non si sente piu’ il bisogno di andare a trovare i parenti o di giocare a carte o di stare al caldo in casa davanti alla tivu’. Ma che succede? E’ la magia del Presepe, altrimenti non si spiega come mai migliaia di visitatori ogni anno vengono a vedere il Presepe Vivente di Grottammare da ogni parte d’Italia.
Anche i figuranti, circa 300, dislocati nei circa due chilometri di percorso, stanno fermi li’ a fare i mimi, le statuine viventi, senza parlare, alle intemperie. Ma se c’e’ chi si presta, se c’e’ chi viene a vedere, se ovunque osservi sorrisi e strette di mano e contemplazione di fronte alla Capanna, allora davvero c’e’ una magia.
E’ lo spirito di San Francesco, che a Greccio fece rivivere la Nascita di Cristo in mezzo alla neve, al freddo e al gelo, come recita la canzone :” Tu scendi dalle stelle”.
Quest’anno e’ stato proprio Mons. Gervasio Gestori che ogni anno ha sfidato il freddo e ha voluto percorrere le viuzze, i vicoli, le rue del Presepe Vivente di Grottammare, a scegliere il tema per il decennale della nascita dell’iniziativa.
Sara’ “Gesu’ Bambino” il protagonista della scena, un ritorno alle origini, dunque, un ritorno al centro della spirale, della vita di tutti e di ciascuno, nella splendida cornice del Paese Alto della cittadina rivierasca, sotto un cielo stellato, accanto al rumoreggiare del mare Adriatico, nostro elemento di forza, origine e vita, ma anche di dolore. Come sempre ci saranno animali, pecore, asinelli, le creature di Dio che gioiscono, con il creato, alla nascita di quel Dio fatto Bambino, il Salvatore. Un ” Re povero e glorioso” come dice un’ altra bellissima canzone.
E quelle manine allargate del Bambinello non sono anche le braccia di Cristo Crocifisso?
Di quel Dio povero e glorioso che ci abbraccia quando soffriamo? In altre parole sono tanti i segnali del Presepe Vivente: dal volto di mogano di uno dei Re Magi, quello stesso mogano scuro dei morti di Lampedsa, a caccia di speranza, che attende con speranza la liberta’ da sotto i flutti del mare, dall’esaltazione della poverta’ e della semplicita’, come unica fonte di gioia vera e felicita’.
Ecco perche’ fiumane di visitatori ogni anno, si riversano a Grottammare per vedere il Presepe Vivente, con la scusa di portarci i bambini, in realta’ gli adulti vengono perche’ anche loro ricercano qualcosa. Come pure persone di altre fedi religiose sono venute a visitarlo, dai fratelli ebraici ai mussulmani, tutti a portare onore e comunque rispetto a quel Dio Bambino che nasce tra i poveretti, tra gli ultimi della Terra. Venite tutti, anche quest’anno , venite anche voi, perche’ il Presepe Vivente e’ sempre nuovo, non e’ mai uguale, perche’ siamo noi ad essere ogni volta diversi. Vi aspettiamo.

Susanna Faviani

Giornalista pubblicista dal '98 , ha scritto sul Corriere Adriatico per 10 anni, su l'Osservatore Romano , organo di stampa della Santa Sede per 5 anni e dal 2008 ad oggi scrive su L'Avvenire, quotidiano della CEI. E' Docente di Arte nella scuola secondaria di primo grado di Grottammare.

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