“Il figlio ritrovato”, grande successo di pubblico per le Maschere Vive

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

Gli attori della compagnia Maschere Vive
Gli attori della compagnia Maschere Vive

CULTURA – Applausi a scena aperta e risate di cuore. Queste le due costanti che hanno accomunato tutte le date della tournée autunnale della compagnia teatrale Maschere Vive nel centro Italia. Sette le città toccate dallo spettacolo “Il figlio ritrovato”, ben 13 le repliche effettuate che hanno portato la compagnia ascolana sulla ribalta nazionale.
Da Roma a Fiuggi, passando per Napoli, Civitanova, Ancona, Arezzo e Chianciano, la commedia ha fatto il tutto esaurito incassando il plauso delle platee che lo hanno apprezzato sia dal punto di vista scenico che recitativo. Ad essere più che soddisfatta la Gema Ticket che ha ingaggiato le Maschere Vive per questa tournée e che ha già opzionato i protagonisti per la prossima stagione, certa di bissare il successo ottenuto.

Gli attori, tutti del Piceno ma con perfetto accento napoletano in scena, hanno saputo dar vita ad uno spettacolo brillante. Non ce ne vogliano gli altri ma i due fratelli La Marca, Enzo in scena e Emilio Fabrizio in regia, conferiscono quel tocco in più che trasforma una performance teatrale in uno spettacolo. Non per niente trattasi di veri e propri figli del palcoscenico avendo avuto la fortuna di calcare le scene fin da piccoli con quei mostri sacri che sono gli zii Aldo e Carlo Giuffrè. Emilio Fabrizio è anche l’attuale interprete degli spot Telecom trasmessi su tutte le reti nazionali. L’applauso, comunque, lo meritano tutti da Salvo Lo Presti a Maurizio Di Eugenio passando per Carla Civardi, Francesco Casagrande e Walter Galotto tutti navigati interpreti della commedia dell’arte partenopea.

«Il figlio ritrovato è un mio libero adattamento de “I casi sono due” di Armando Curcio. – ha spiegato il regista nonché in alcuni casi interprete Emilio Fabrizio La Marca – La scelta è ricaduta su questa commedia per la leggerezza del testo che tra equivoci e fraintendimenti porta lo spettatore ad entrare in scena lasciandosi trasportare dall’ilarità delle situazioni. Si tratta di uno spettacolo che richiama molti tratti caratteristici della commedia dell’arte che esaltano la bravura interpretativa degli attori. Io stesso spingo i miei compagni di palco a dare sfogo alla loro spontaneità alla loro improvvisazione per far percepire al pubblico la padronanza del personaggio. Colgo l’occasione per ringraziare ancora una volta gli attori della mia compagnia, tutti bravissimi!».

Insomma si tratta di una rappresentazione imperdibile che, ci si augura, possa essere replicata altre volte così da dare la possibilità a tutti di condividere le disavventure del barone e del presunto figlio Gaetaniello.
*Prossima data: 21 dicembre, Teatro Ventidio Basso di Ascoli Piceno.

TRAMA. Un ricchissimo barone napoletano, rimasto vedovo, si prodiga in affannose ricerche per ritrovare il figlio Gaetano, nato anni addietro da una sua relazione con una cantante di Tabarin. Una volta trovato lo accoglie in casa sua ma il giovane, cresciuto in completa povertà e ignoranza, è digiuno dai comportamenti da baroncino. Il padre lo costringe ad imparare in fretta le rigide regole dell’alta società. Da qui, come si può ben immaginare nasce la genuina comicità dello spettacolo con il povero Gaetaniello che mettendocela tutta il ricco proprio non lo sa fare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *