FOTOGALLERY I tweet dai nostri amici convegnisti della Diocesi al Secondo Convegno Ecclesiale Marchigiano

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

Di Simone Caffarini e Simone Incicco

DIOCESI – Abbiamo raccolto, sotto forma di “tweet”, i commenti di alcuni convegnisti provenienti dalla nostra diocesi da pubblicare insieme alla prima fotogallery sul secondo Convengo Ecclesiale Marchigiano che si è tenuto a Loreto da venerdì 22 a domenica 24 novembre.
Domani pubblicheremo altre foto e altri commenti.

I Tweet:

Don Luigino: “24 laboratori! quanto è complessa la vita del Cristiano! Alzati e sta con il Cristo e la comunità. Alzati e va! Che bella la Chiesa Marchigiana!”

Andrea Persiani e Marco Sbernini:“Per una volta siamo riusciti a parlare di lavoro senza cadere nel pessimismo, ma in un’ottica di speranza.”

Riccardo: “Ho trovato nei laboratori molta possibilità di comunicazione.”

Simone Caffarini: “Abbiamo pensato a come i nuovi modi di comunicare possano essere usati per aprirsi all’esterno, verso chi non crede, verso chi è lontano dalla Chiesa, verso le periferie.”

Vescovo Edoardo Menichelli: “La Comunità deve diventare grembo.”

Diego “Si è accesa la speranza per la pastorale giovanile anche per la nostra diocesi”.

Luigina “siamo stanchi ma ci siamo arricchiti grazie a tanti confronti che comunque ci auguriamo che possano portare alla concretizzazione di proposte.”

Chiara: “Velocità, Mercato, Tecnologia: tre parole che ci portano lontano da Dio”

Don Luca Rammella: “Oggi ho vissuto una girnata di grazia. Un laboratorio di grande spessore. E’ stato un opiacere sentire tanta passione e tanta voiglia di crescita da parte dei delegati del mio gruppo. Un grande grazie ai fracilitatori che sono stari fantastici”.

Gabriele: “Amicizia, convivialità, condivisione: come se ci conoscessimo da sempre”

Pina: “Sinodalità, libertà nel raccontare il proprio vissuto, ascolto dell’altro: gli ingredienti della giornata”

Mascia: “Alzati va alla prossimità”

Patrizia: “Noi stessi possiamo creare periferie, non c’è ghettizzazione tra nuove e vecchie povertà, c’è bisogno di una conversione del linguaggio e nel modo di approcciarsi all’altro nella propria soggettività. Per fare questo è necessario mettere al centro Gesù che ama l’uomo nella sua totalità”

Don Gianni: “La Chiesa deve uscire da se stessa e andare ai crocicchi delle strade”

Monica: “Pluralismo culturale e religioso, primo pluralismo da affrontare è all’interno della chiesa. La chiesa deve promuovere la figura del mediatore culturale per affrontare le sfide della società pluriculturale”

Maurizio un responsabile dei laboratori: “Servi inutili, ma a tempo pieno, alzati fai un click e va!”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *