I Gatti e i legni, la Palazzina Azzurra espone l’arte in tre tecniche

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sabato 23 novembre aprirà in Palazzina Azzurra la mostra “Gatti, Legni. Movimento”. Tre artisti, legati da una profonda amicizia nata nella pratica dello sport, proporranno una particolarissima esposizione con tre diverse tecniche: l’intarsio di Franco Luciani, la pittura ad olio di Tiziana Di Lorenzo, il movimento di Mirella Treves.

Le origini dell’intarsio si possono cercare già tra le antiche civiltà mediterranee. In un’epoca in cui l’immediatezza prevale su tutto, in un secolo dominato dalla tecnologia, Franco Luciani segue ancora questa tradizione che si fa di grande perizia, massima difficoltà ed estrema pazienza. L’abilità tecnica del falegname si esplica nella scelta dei materiali, nella capacità di lavorare con elementi millimetrici e nella volontà di eseguire tutto manualmente. Così le scene sono dei veri e propri mosaici che ci danno testimonianza di un’abilità passata che ancora può esistere.

Tiziana Di Lorenzo ha frequentato il Teatro Degli Aranci capitanato dal maestro Mario Lupo dove impara la tecnica della pittura ad olio. Si iscrive al Liceo Artistico e poi all’Accademia di belle Arti, sezione pittura, col maestro Renato Brindisi. Con diverse mostre alle spalle, rientra in gioco nel 2011 presentando “I gatti”, una passione di tutta la sua vita. Nei suoi gatti non c’è mai aggressività ma soltanto dolcezza e rispetto per gli altri; nei “contro natura”, il cane è amico dei gatti, il gatto ospita sui suoi baffi i canarini, il topolino mette paura al gattone nero. Guardando scorci di mondo, il gatto c’è sempre: nel bosco, nel mare, nel cielo. Inoltre il colore li accompagna sempre e trasmette al mondo la gioia, l’amicizia e la serenità.

A queste due espressioni artistiche si unisce quella di Mirella Treves, italo-americana, che ha studiato arti teatrali sotto la guida di Jacques Lecoq, presso l’Ecole Internazionale de Théatre a Parigi, per poi proseguire il percorso della conoscenza frequentando anche il LEM (Laboratoire d’Etude du Mouvement – département de scenographie. Oltre all’attività di attrice, da molti anni è insegnante di discipline teatrali, psicomotricista, consulente di comunicazione/non verbale, regista, coordinatrice ed educatrice. Alla base del suo lungo ed intenso percorso, sia di studio che professionale, c’è un’artisticità comunicativa di fondo che attraverso il “moto” e l’“espressione” diviene poi un sistema interdisciplinare fatto di energie e figurazioni. Di fatto, è l’intero “discorso” che si fa “figura”.

La mostra resterà aperta fino a mercoledì 4 dicembre con orario 10-13 e 16-19 (escluso il lunedì).

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