Noemi e Max due vite belle

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page
bambiniUna conduttrice televisiva che, in qualità di ospite in studio, sentenzia che “questa non è vita”. Un Papa che conclude a sorpresa l’udienza in piazza S. Pietro chiedendo a 50mila fedeli, commossi, una preghiera silenziosa per Noemi, una bambina di un anno e mezzo affetta da una malattia gravissima, perché il Signore le conceda la salute.
Nelle stesse ore, due “dirette”. Due modi diametralmente opposti di considerare il dono più prezioso che ciascuno di noi ha ricevuto. Da una parte, la ricerca dell’audience a tutti i costi. Dall’altra, il rispetto per la dignità della vita che va difesa e tutelata sempre e comunque, dall’inizio al suo termine naturale, perché non ci appartiene e non può essere monopolizzata da nessuno. “Mamma, se dovesse accadere a me non fare come la mamma di Max”, l’appello pubblico lanciato da Alda D’Eusanio durante la trasmissione di RaiUNo “La vita in diretta” a commento della storia di Max Tresoldi, rimasto in vita dopo un coma lungo dieci anni. Quando finalmente si è svegliato, ha scoperto di aver perso alcune funzioni vitali di base, come quella di camminare correttamente e di parlare. Noemi è una bimba di 16 mesi. Quando ha incontrato Papa Francesco sorrideva, come ha confidato lui stesso ai fedeli riuniti in piazza. È affetta da atrofia muscolare spinale (Sma), e i genitori lottano e pregano incessantemente per lei. “Noi non la conosciamo, ma è una bambina battezzata, è una di noi”, l’appello di Papa Francesco: “Facciamo un atto di amore per lei: chiediamo al Signore che la aiuti in questo momento e le dia la salute”.
La risposta della Rai, oggi, è una “trasmissione riparatrice”. Quella della folla radunata attorno al suo pastore è stata ieri una preghiera silenziosa, seguita da una “Ave Maria”. Perché la carità per un cristiano, come aveva ricordato poco prima Papa Francesco nella catechesi dell’udienza, non è “carità spicciola”: è qualcosa di ben più profondo, è condivisione delle gioie e dei dolori altrui. Spesso, invece – è sempre il Papa a parlare – noi cristiani siamo aridi, freddi, distaccati. Anche egoisti e cinici, possiamo aggiungere alla lista sulla scorta della “pagina” di televisione – non è la prima e purtroppo non sarà l’ultima – a cui abbiamo assistito. Tutta un’altra “diretta”, quella della famiglia di Max. “Voglio dire a quella signora che io non ho riportato in vita mio figlio, mio figlio è sempre stato in vita. E la sua vita è bella così come è”. Quando impareremo a rispondere come questa mamma?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *