Don Dino Straccia ci invita a Comunanza per la Chiusura dell’Anno della Fede

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lavoretti oratorio

I bambini a lavoro con i quadretti per la Parrocchia

DIOCESI – Il Parroco di Comunanza, Don Dino Straccia, ci aggiorna sui lavori della chiesa, sui prossimi progetti e sull’importanza di far sentire anche i suoi parrocchiani al centro della Diocesi.

Don Dino ci racconti come procedono i lavoro per la chiesa di Santa Caterina e come mai ha avuto bisogno di questa importante ristrutturazione?
Dovete sapere che il 27 giugno 2012 è caduto un pezzo di volta della chiesa, perché già da tempo attraverso il tetto filtrava l’acqua.
Grazie a Dio il crollo, che ha interessato un cedimento grande tre metri per quattro,  è avvenuto alle 6.30 del mattino e, per fortuna, nessuno si è fatto male.
Sono stati giorni frenetici per cercare un posto dove poter celebrare e, poco tempo dopo, abbiamo trovato una ex concessionaria di aiuto molto grande e lì ci siamo trasferiti dalla fine di giugno fino a dicembre del 2012. È stato un disagio, ma avere un locale di circa 250 mq è stata una grazia dal cielo.
A causa della necessità di avere un nostro spazio, abbiamo deciso di ristrutturare il cinema parrocchiale di proprietà della confraternità del SS. Sacramento e donato, insieme ad altre proprietà, da un grande benefattore del ‘600, Azideo Travaglia .
A settembre del 2012 invece sono iniziati i lavori della chiesa e il lavoro è enorme perché il tetto è fatiscente.
Dovete aver presente che il tetto era in camorcanna e che la  chiesa è stata costruita all’inizio del 1800.
Oltre al rifacimento totale del tetto, si è resa necessaria la pulizia dei muri rovinati a causa dell’infiltrazione dell’acqua.
È stato un lavoro molto impegnativo che speriamo di portare a termine entro Natale o, al massimo, in primavera; questo dipenderà dall’impresa e dal tempo atmosferico che a Comunanza è spesso inclemente.
Dopo la sua riapertura la chiesa diventerà sicuramente un fiore all’occhiello per il paese, in quanto centro fondamentale di aggregazione.
Ma i lavori non finiscono qui: oltre a quelli per la chiesa infatti, abbiamo restaurato la casa parrocchiale e un piccolo oratorio al di sotto di essa.

Come si sono adoperati i parrocchiani?
Tutti si sono messi subito a lavoro per risolvere prima possibile questa difficoltà. Ad esempio c’è stata una bellissima iniziativa organizzata dalla confraternità e realizzata grazie alla collaborazione tra i ragazzi e gli imprenditori locali: un imprenditore ha messo a disposizione il legno, un altro il vetro, un altro le stampe e i ragazzi si sono messi insieme per assemblarli, realizzando dei quadretti che sono stati venduti alla fiera locale. Non è stata importante la quantità dei soldi raccolti, ma il fatto che si sia dimostrata la sensibilità dei più giovani alle esigenze di una comunità e alla ricostruzione della sua chiesa.

Quali sono stati i costi dei lavori?
Non possiamo ancora dirlo perché non ne abbiamo un’idea precisa, sapremo la cifra esatta solo a lavori ultimati, anche perché, come ho già detto, abbiamo portato avanti diverse ristrutturazioni oltre alla Chiesa.
Pensiamo comunque di riuscire a coprire le spese attraverso i finanziamenti ricevuti e alla vendita di alcuni beni.

Comunanza si trova alla periferia della nostra diocesi, come viene vissuta questa situazione dai fedeli?
Sia io che altri parroci che operano in questa zona siamo sambenedettesi. Da qui per raggiungere il capoluogo della diocesi è necessaria circa un’ora di automobile e, certe volte, la nostra comunità ha l’impressione di essere considerata di serie B rispetto alle altre comunità diocesane.
Devo però ammettere che ultimamente qualcosa sta cambiando: ad esempio si è deciso che il 10 novembre si terrà a Comunanza la chiusura dell’anno della Fede, un importante evento diocesano in cui, guidati dal Vescovo Gervasio, rinnoveremo insieme le Promesse battesimali e celebreremo l’Eucaristia. Credo che ciò ci aiuterà anche a recuperare la ricchezza di questi luoghi secolari che conservano la memoria storica della nostra fede.
Questo gesto di andare verso le periferie della diocesi è molto importante, speriamo che segni l’inizio di un cambiamento di rotta. Tutti i parroci della zona stanno facendo molto, sia per recuperare le strutture, che qui purtroppo sono in forte degrado, sia per trovare iniziative che smuovano un po’ l’ambiente. Le strutture da noi sono fondamentali, specialmente in inverno, perché senza di esse è impossibile creare aggregazione o organizzare eventi di qualsiasi tipo, come avviene normalmente in tutte le parrocchie della zona costiera.

Sono convinto che qui nella nostra zona la Chiesa possa giocare ancora un ruolo molto importante per la vita sociale delle persone, ma so anche che da soli non si va da nessuna parte.

Vi aspettiamo!

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