Vescovo Gestori: “Esprimo il mio sincero amore fraterno per la persona del nuovo Vescovo”

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cattedrale

DIOCESI – Pubblichiamo il discorso pronunciato dal nostro Vescovo Gervasio Gestori:

“Carissimi fedeli della nostra Chiesa Truentina,
in data odierna il Santo Padre Francesco ha accettato la mia rinuncia all’ufficio di Vescovo di questa Diocesi, presentata al suo Predecessore Benedetto XVI ormai quasi tre anni fa, al compiersi del mio  settantacinquesimo anno di età, ed ha nominato nuovo Vescovo della Diocesi di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto il Rettore del Seminario Vescovile Diocesano “Maria Immacolata” di Brescia, Mons. Carlo Bresciani.

Desidero innanzitutto esprimere il mio vivo e filiale ringraziamento al Papa emerito Benedetto XVI ed al Santo Padre Francesco per la lunga ed imprevedibile proroga nell’incarico di Vescovo di questa nostra amatissima Chiesa locale. Questi numerosi mesi supplementari mi hanno permesso di portare a termine il Sinodo Diocesano, di continuare il normale ministero episcopale e di avviare dopo l’assise sinodale un rinnovato e positivo cammino pastorale, ricco di nuova speranza.

Del lungo cammino di questi 17 anni sento vivissimo il bisogno di ringraziare il Signore, che mi ha guidato ogni giorno con la Sua grazia e con la sua forza. Con Gesù non mi sono mai sentito solo.
Ringrazio poi tutti gli amati sacerdoti, aiuti indispensabili del Vescovo, i cari diaconi, le persone di vita consacrata per l’affetto sincero, la collaborazione e la preghiera. In particolare sono grato a chi mi è stato  vicino nel fedele e nascosto servizio quotidiano della vita di casa, e a chi ha collaborato nella guida della Diocesi: Vicario Generale, Economo,  Cancelliere, responsabili di Curia e dei vari Enti ed Organismi diocesani. Un grazie grande alle Comunità Parrocchiali ed un commosso riconoscimento ai Responsabili e alle diverse Realtà ecclesiali, di cui è ricca la nostra Diocesi. Con sinceri sentimenti ringrazio  tutte le Autorità civili e militari della Diocesi per il rispetto, l’attenzione, la collaborazione.

Ora con fede nel Signore Gesù, Pastore dei pastori, ubbidendo serenamente al Santo Padre, nella certezza che tutta la Comunità diocesana viva questo importante momento ecclesiale con spirito evangelico, sono lieto di trasmettere l’ufficio di guida della nostra splendida Chiesa locale al nuovo pastore, che il Signore ci dona. Impareremo presto a conoscerlo e ad amarlo come un dono grande e indispensabile del Signore.

S.E. Mons. Bresciani viene dalla Diocesi di Brescia, è nato a Nave (BS) il 26 marzo 1949 e, dopo avere studiato in quel Seminario, è stato ordinato sacerdote il 7 giugno 1975. Inviato a Roma per proseguire gli studi presso la Pontificia Università Gregoriana, ha conseguito la Licenza in Psicologia nel 1978. Rientrato in Diocesi ha svolto il servizio di Vicario Cooperatore festivo in una Parrocchia della Città. Di nuovo mandato a Roma consegue il Dottorato in Teologia presso la Pontificia Università Gregoriana nel 1982 ed inizia la docenza presso il Seminario diocesano di Brescia.

Negli anni successivi è stato Vicario Cooperatore festivo presso alcune Comunità Parrocchiali della Diocesi, mentre insegna all’Università Cattolica fino al 2009. Nel frattempo, dal 1982 al 2001 è anche Assistente Ecclesiastico dell’Associazione Medici Cattolici (AMCI) e dal 1997 al 2009 ha diretto l’Istituto Superiore di Scienze Religiose presso l’Università Cattolica, Sede di Brescia. Nel 2004 è stato nominato Direttore dell’Istituto Superiore Formatori di Brescia, collegato all’Istituto di Psicologia della Pontificia Università Gregoriana e Consultore della Congregazione per l’Educazione Cattolica.

Nel 2009 viene nominato Rettore del Seminario Diocesano di Brescia, dove  continua anche l’insegnamento, così come la docenza presso l’Università Cattolica.

Come appare da queste veloci note, il curriculum umano è di alto profilo. La sua attenzione al mondo della formazione e il suo impegno di docente in sedi universitarie lasciano molto sperare per la crescita futura delle nostre Comunità e dei nostri giovani. E’ noto che oggi, come osservava Benedetto XVI, si sta vivendo una vera “emergenza educativa” in tante famiglie e in molte Realtà ecclesiali ed i bisogni di un intelligente accompagnamento nella crescita umana e cristiana dei giovani sono diventati sempre più esigenti.

La Chiesa Truentina, sempre bisognosa di avere maestri preparati e testimoni visibili, trova ora nel nuovo pastore un prezioso punto di riferimento autorevole ed una sapiente guida paterna. Essa accoglie il Vescovo Carlo come l’inviato del Signore e si dichiara pronta per la collaborazione, con animo docile, generoso e fedele.

Invito tutti a vivere questa fase del cammino diocesano con quell’autentico spirito, che vede nel Vescovo il successore degli Apostoli, il maestro della nostra fede, il sostegno della nostra speranza, il servo della nostra gioia, l’esempio del nostro amore.

Dunque, “benedetto colui che viene nel nome del Signore!”.

Quanto a me, non avendo una mia abitazione, mi è stata offerta dalla Provvidenza la possibilità di un appartamento ad Acquaviva. Ho accolto con viva gratitudine questa inaspettata ospitalità, che mi permette di continuare a risiedere nel territorio diocesano, anche se molto opportunamente fuori della città di San Benedetto, di cui conservo il titolo di Vescovo emerito.

Esprimendo il mio sincero amore fraterno per la persona del nuovo Vescovo e il massimo rispetto per la libera autonomia del suo ministero, desidero ritirarmi a vivere nella riflessione e nella preghiera, portando tutti nel cuore davanti al Signore. Assicuro il mio ricordo orante specialmente per i sacerdoti, preziosi collaboratori, per gli amatissimi giovani, per le persone malate e per quanti nel mio servizio episcopale mi hanno confidato qualche sofferenza e vivono qualche ferita nel cuore. Continuerò ad amare tutti nel Signore.

Dall’alto di Acquaviva nei giorni limpidi potrò vedere la nostra Chiesa Cattedrale, dove tanti riti solenni sono stati celebrati e dove molti preti hanno ricevuto la sacra Ordinazione dalle mie mani. Osservando poi i due grandi moli del porto mi sarà più facile allargare le braccia per accogliere spiritualmente tutti e per tutti pregare.

Affido il passaggio della responsabilità pastorale di questa nostra amata Chiesa alla materna protezione di Maria Santissima, la cara Madonna di Loreto, nostra celeste Patrona.

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