Marche, vivere e trasmettere la fede al tempo della crisi

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Convegno ecclesiale
Di Francesca Cipolloni
DIOCESI – La fase preparatoria, caratterizzata dalle molteplici iniziative promosse dai Consigli pastorali parrocchiali e diocesani volte a suscitare dibattiti, confronti e approfondimenti, è terminata e ormai tutto è pronto per il 2° Convegno ecclesiale marchigiano 2013, che si svolgerà dal 22 al 24 novembre, ad Ancona e Loreto, sul tema “Alzati e va’… Vivere e trasmettere la fede oggi nelle Marche”.
Due anni di intenso lavoro, condotto dal Comitato preparatorio, hanno permesso alle comunità ecclesiali di camminare insieme, discernere i segni dei tempi e orientare i passi verso il futuro di una fede sempre più matura.
Ora, vent’anni dopo il 1° Convegno ecclesiale sul tema “La nuova Evangelizzazione” svoltosi nel 1993, le concrete esperienze maturate dalla comunità dei credenti, attraverso questo importante momento assembleare saranno poste a confronto di un’attenta verifica e un’apertura profetica verso un nuovo slancio missionario ed educativo.
Oltre il campanilismo, per un dialogo ecumenico. “Il contesto ecclesiale nel quale si colloca l’imminente appuntamento è quello della recente Settimana sociale dei cattolici e della scelta formulata da Papa Francesco del tema del prossimo Sinodo dei Vescovi”, ha spiegato monsignor Luigi Conti, presidente della Conferenza episcopale marchigiana. Inoltre, appare superata “la sindrome da campanile e quella del clericalismo, grazie al prezioso lavoro svolto dai laici che rappresenta un ministero prezioso per affrontare insieme la crisi del nostro tempo che investe la famiglia, la scuola e l’intera società”. Essendo fortemente mutato il contesto religioso, poi, il 2° Convegno ecclesiale marchigiano costituirà un’occasione per rafforzare il dialogo ecumenico, con le realtà cristiane presenti nel territorio, e interreligioso, con i fratelli ebrei e musulmani. In particolare, monsignor Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona-Osimo, individua nell’“unità la base di ciò che rende credibile la testimonianza nell’ottica dell’annuncio del Vangelo”.
Tra preghiera e laboratori, spazio ai giovani. Fitto sarà il programma in cui si alterneranno i momenti di spiritualità e di riflessione sugli argomenti emersi in questi anni. Come illustrato da monsignor Claudio Giuliodori, coordinatore del Comitato preparatorio, ad aprire il Convegno ecclesiale, il 22 novembre al Teatro delle Muse di Ancona, sarà il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, che terrà la prolusione. Quattro sono gli ambiti su cui verteranno i sei laboratori previsti per sabato 23 novembre e, tra i dati che “fotografano” il grande evento a cui la Chiesa marchigiana si sta preparando, un’attenzione particolare va riservata ai giovani: dalle varie diocesi saranno presenti in 65 e, proprio dai ragazzi, la sera del 22 novembre alle Muse, verrà portato in scena il recital “In memoria di Me”, tratto dai testi di Mario Pomilio e Erich Emmanuel-Schmitt, con adattamento teatrale di Sauro Savelli. Domenica 24 novembre la giornata conclusiva, a Loreto, con un momento di preghiera per la conclusione dell’Anno della fede e lo sguardo rivolto al Convegno ecclesiale nazionale di Firenze del 2015.
Segni dei tempi. Il lavoro compiuto dal Comitato preparatorio tramite la lettura dei fenomeni più rilevanti nel territorio nasce dall’obiettivo di “interrogarsi sul cambiamento dei segni dei tempi che interpella la realtà delle Chiese regionali”. Secondo il professor Francesco Maria Chelli, direttore del Dipartimento di scienze economiche e sociali dell’Università Politecnica delle Marche e membro del Comitato, si tratta di “un quadro di elementi fondamentali per comprendere come vivere e trasmettere la fede”. Tra i mutamenti più significativi, c’è “la trasformazione del mercato del lavoro”: inoltre, nelle Marche tra il 2007 e il 2011 è stata registrata una forte crisi del matrimonio e su questo “la Chiesa, famiglia delle famiglie, non può non interrogarsi”. Per Chelli, inoltre, la famiglia “è economicamente più povera e spesso incapace di far fronte al problema dell’invecchiamento: ciò si affianca al basso tasso di natalità e al fenomeno crescente dell’immigrazione che rappresenta un’opportunità e non un ostacolo”.

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