Pesca il quadro è drammatico, la relazione di Nazzareno Torquati

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Oggi il quadro delle risorse ittiche dell’ Adriatico è drammatico. Anni di supersfruttamento delle risorse ittiche hanno causato dei gravissimi gap riproduttivi in tutte le specie autoctone e solo la grandissima ricchezza biologica del mare e il fatto che una parte degli stock di individui adulti

dislocati nei numerosi fondali inaccessibili per le reti da traino ha permesso che si creassero “enclave” spa-zio/temporali che hanno consentito ad una parte dello stock di raggiungere la maturità sessuale, evitando così l’esaurimento della popolazione. Secondo Ocean2012 (una coalizione di 217 Ong che si battono per una riforma del mercato e delle politiche ittiche europee) in termini di attività ittiche ecosostenibili la quota di pescato italiana sarebbe già esaurita. E’ stato calcolato che l’”autonomia ittica” italiana è di soli 104 giorni l’anno Il caso italiano è, in tal senso, emblematico : 8.000 km di costa malgestiti, violentata fino a renderla spopolata o fortemente inquinata. Ancora oggi nonostante le tante Bandiere Blu lo sver-samento in mare di inquinanti dai fiumi è continuo e ad esso si aggiunge lo scarico in mare di rifiuti di ogni genere da parte di navi che a centinaia navigano quotidianamente nel nostro mare. Sebbene gli stock ittici siano una risorsa rinnovabile, preleviamo dai nostri mari molto più velocemente rispetto ai tempi di ripopolamento. Le raccomandazioni derivanti dalla ricerca scientifica hanno trovato scarsa applicazione nella gestione della pesca e alle strategie di gestione, come ad esempio per i programmi di contenimento dello sforzo, è mancato perlopiù un fondamento scientifico nonostante l’abbondanza delle ricerche e delle conoscenze sulla pesca e le risorse nell’ Adriatico. Non si è creato un organismo scientifico gene-rale che potesse promuovere e coordinare le attività e i risultati scientifici, valutare i pareri e presentarli in una forma adeguata che serva di base per la gestione della pesca. La conseguenza è che il 54% dei 46 stock ittici del Mediterraneo esaminati nel rapporto di Ocean2012 è sovrasfruttato. Per l’Italia il grado di autosufficienza e’ sceso dal 32,8% al 30,2% negli ultimi due anni e rimane dipendente dal pesce estero per circa il 70% dei suoi consumi con un disavanzo di 3 miliardi di euro. Dato il calo delle catture, l’Italia, che continua a consumare quasi la stessa quantità di pesce del 1999, è costretta a importarne il 37% in più rispetto a un ventennio fa.

Leggi la relazione completa dati pesca torquati

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