Monastero Suore Passioniste Ripatransone

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

Ripatransone Sindaco

RIPATRANSONE – Pubblichiamo il comunicato giuntoci in redazione da parte dell’amministrazione comunale di Ripatransone e a firma del Sindaco Remo Bruni.

“Il Monastero delle Suore Passioniste di Ripatransone costituisce per la Città un patrimonio spirituale e culturale di estrema importanza: per molti fedeli del territorio esso è diventato un centro di riferimento: la sua atmosfera unica fa sì che tutto richiami la presenza di Dio e favorisca un clima di preghiera e profondo raccoglimento.

In un momento storico socialmente così problematico, la presenza di un ordine monastico che testimoni l’amore salvifico di Dio e che ricordi, attraverso la preghiera e la liturgia, la Passione di Cristo è di grande conforto per tutti coloro che si trovano nella prova e vivono l’esperienza della Croce. La presenza di consorelle che dedichino la quasi totalità delle loro attività alla preghiera incessante, di giorno e di notte, rende il monastero un luogo di speranza, in cui poter invocare sostegno nella prova e consolazione nella sofferenza. Il semplice suono delle campane nelle alzate notturne scandisce da sempre un invito ad unirsi spiritualmente in una comune preghiera da innalzare a Dio, secondo le tantissime intenzioni raccolte dalle suore dai tanti pellegrini che bussano a quel portone per chiedere aiuto, conforto e grazie.

Molti fedeli, infatti stanno accompagnando con la preghiera il corso del processo di beatificazione della Serva di Dio Suor Maria Addolorata Luciani, attualmente in attesa della firma del Papa sulla positio che la renderà ufficialmente Venerabile. La religiosa, che nacque nel 1920 a Montegranaro, nel 1945 divenne suora entrando nel monastero della Passioniste di Ripatransone. Una vita segnata dal dolore e dalla malattia, che la costrinse a peregrinare da un ospedale ad un altro, professando però sempre un profondo amore per questo monastero come luogo di santificazione. Morì a 34 anni nel 1954 a Teramo, dove venne sepolta. Dopo essere stata esumata e posta nel 1962 nel cimitero privato delle Passioniste a Ripatransone, dal 1990 le sue spoglie mortali riposano nella chiesa del monastero stesso. Da circa vent’anni, cioè da quando è stato concluso il processo diocesano, questo luogo è meta ogni anno di pellegrinaggi di gruppi di preghiera e di devoti che vi si recano privatamente, anche per ricevere accompagnamento spirituale da parte delle monache (che malgrado l’età avanzata hanno sempre assolto ottimamente a questo compito). Dobbiamo però rilevare che inspiegabilmente negli ultimi mesi tutto ciò è stato reso più difficile dalla repentina sospensione della pubblicazione della rivista “Croce e Gioia”, supplemento dell’Eco di San Gabriele, che teneva uniti ed informati i devoti di diverse parti d’Italia nonché alcuni dall’estero. Tutto ciò è stato motivato da riferite difficoltà economiche, ma la cosa appare ancora più incomprensibile visto che negli ultimi due anni sono andati avanti costantemente i lavori di ristrutturazione e investimenti di vario genere sul monastero (la pubblicazione della rivista risulta in confronto irrisoria), malgrado le prospettive di chiusura.

Al contempo ha creato un certo disorientamento nella popolazione il vedere prima raddoppiato il numero delle monache presenti nella comunità, poi dimezzato, ed infine prospettata la chiusura. Numerose sono state le richieste di spiegazione che ci sono pervenute da parte dei fedeli, su queste ed altre questioni, non essendo chiaro l’orientamento spirituale della nuova gestione subentrata negli ultimi due anni.

Per tali motivi il Consiglio Comunale di Ripatransone chiede, nel rispetto delle volontà e delle esigenze dell’Ordine, di tenere in considerazione, in previsione di scelte e decisioni future, l’inestimabile valore religioso e culturale che la presenza delle Suore Passioniste costituisce non solo per la comunità ripana, ma per un numero più vasto di persone.

Perdere una struttura come questa significherebbe cancellare un pezzo di storia e di tradizione troppo importanti per la Città e tutto il territorio circostante.

Il Consiglio Comunale comprende le difficoltà dell’Ordine ed è consapevole che la sempre maggiore carenza di vocazioni rende problematico il coordinamento e l’organizzazione dei diversi monasteri distribuiti su tutto il territorio. Nel contempo, però, ritiene opportuno il mantenimento del monastero a Ripatransone, in virtù del profondo legame spirituale ed affettivo delle popolazioni locali e del valore storico ed artistico dell’edificio, rafforzato negli anni più recenti, in seguito alla diffusione della devozione a Suor Maria Addolorata Luciani.

Augurandoci a nome della Città di Ripatransone e del cospicuo numero di fedeli legati a questo monastero un accoglimento di questa nostra istanza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *