La rubrica di Susanna: “Lampedusa terra di accoglienza e di dolore”

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

lampedusaLa tragedia che si è svolta recentemente a Lampedusa deve aprire una riflessione non tanto sulla situazione in se’, quanto sul perché, alla ricerca delle cause del “fenomeno migranti”. Solo un servizio televisivo, molto velecemente, al telegiornale, tra i tanti, ha mostrato il tenore di vita di Eritrea e Somalia, senza soffermarsi più di tanto. Sarebbe invece necessario capire bene come si vive, conoscere i luoghi, lo stile di vita della popolazione, le problematiche socio-politiche di tanti paesi africani, conoscere le motivazioni spesso inutili – delle guerre civili, capire da dove provengono le armi che alimentano tanti barbari conflitti. Conoscere è la prima base per comprendere. Se sapessimo che tanti conflitti sono alimentati da multinazionali che producono armi, perlopiù occidentali- allora giudicheremmo con meno acredine il fenomeno della “fuga” dall’Africa, perché sotto-sotto, la colpa è proprio nostra. Se sapessimo che in molti Paesi, come appunto Eritrea e Somalia è quasi impossibile vivere per l’estrema povertà e che ad es.un figlio può “sparire” da casa senza più tornare così, nel nulla, ingoiato da qualche reclutamento forzato oppure rapito per venderne gli organi o qualcos’altro di orrendo, allora proveremmo pietà per queste persone che tentano il tutto e per tutto, rischiando la vita e spesso lasciandola, proprio per garantire o provare almeno ad avere una speranza di vita in un altro Paese, guarderemmo allora la situazione con occhi diversi. Invece troppo spesso nei negozi, per le strade e non vergogniamoci, anche dalle nostre parti, si sente : “Bhè ma chi gliel’ha detto di venire qua? Potevano restarsene a casa loro”  oppure: “Ma se abbiamo bisogno anche noi, che vengono a fare? Ci levano il lavoro e il poco che abbiamo” e altre amenità veramente di infimo livello. Di fronte ai drammi di Lampedusa non possiamo che inchinarci e piangere, come ci ha ricordato Papa Francesco, ma anche darci da fare, se non altro per promuovere una cultura migliore, che non sia solo dettata dagli interessi e dal guadagno, ma una volta tanto, dall’etica.  Una cultura nuova che ci affratelli, che ci spinga a tendere la mano, ad accogliere, a condividere. Sembra questa una cosa banale e scontata, già mille volte sentita, ma non è così, perché è ancora lungi dall’essere concepita da molti, troppi. Allora in silenzio, preghiamo affinchè di fronte alle migrazioni e ai morti di Lampedusa, la Vergine ci illumini e ci renda più buoni di cuore.

Susanna Faviani

Giornalista pubblicista dal '98 , ha scritto sul Corriere Adriatico per 10 anni, su l'Osservatore Romano , organo di stampa della Santa Sede per 5 anni e dal 2008 ad oggi scrive su L'Avvenire, quotidiano della CEI. E' Docente di Arte nella scuola secondaria di primo grado di Grottammare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *