Un incrocio tra slot, scommesse e compro oro

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Ferma al semaforo esattamente all’incrocio della Salaria con la Nazionale a Porto d’Ascoli, guardo alle vivaci e colorate vetrine agli angoli dell’incrocio! Lì dove si conclude l’antica via del sale che risale ai Romani, che del resto di panem et circenses se ne intendevano. Sebbene oggi di panem sembra essercene sempre meno, l’attento presidente del quartiere Porto d’Ascoli Centro ha ancora una volta rivolto una  lettera all’amministrazione comunale denunciando situazioni di disagio crescente nella zona. Disagio dovuto alla crisi, e stando a quanto registrato da Elio Core anche alla chiusura di numerose attività commerciali , sottolineando che “quando chiude un esercizio commerciale si desertifica  una parte del quartiere, una parte di noi stessi che se ne và, una sconfitta per tutti.”

Al contrario invece di ciò che avviene in questi pochi metri di incrocio dove forse c’è un contagio commerciale, perché all’angolo di fronte, un’avviata attività commerciale da anni presente lì ha aperto una nuova sala gioco con slot. Poco più giù c’era già un’attività per le scommesse, anzi ora pare ne siano due, prima c’era una pizzeria ma ora è solo per scommesse. All’angolo di fronte l’altra sala gioco ha chiuso ma sono rimaste le allettanti vetrine decorate di cornucopie. Ma il contagio non si ferma al gioco, è anche di pizza. Anche un paio di nuove pizzerie sono state aperte negli ultimi tempi. E per completare l’incrocio in tempi di crisi e di mancanza di liquidità ecco pronto il compro oro, anzi ce ne sono due nel giro di pochi metri. Dove fare una puntatina a vendere gli ori di famiglia, salvo poi lasciarsi prendere magari dalla tentazione della dea bendata. Lei di sicuro bendata, i padroni delle sale da gioco ho il dubbio che invece ci vedano benissimo nel riconoscere i polli. Ah non si può dimenticare anche la presenza della novità del momento: un negozio di sigarette elettroniche. Il tutto in pochi metri, nel centro di Porto d’Ascoli, a pochi metri dalle scuole e da un luogo di culto, luoghi frequentati anche da ragazzi.

I lor signori avranno fatto le loro indagini di mercato per aprire questi esercizi commerciali e valutarne l’apertura. Forse Porto d’Ascoli si mostra recettiva a tali attività commerciali, se una storica attività commerciale, che vive e frequenta il quartiere, la parrocchia.. investe nelle sale slot sarà perché ne conosce il mercato.

La mia umile impressione personale è che tali vetrine siano un po’ tristi, l’immagine di un paese che non sa far valere le proprie risorse, che non sa vivere il proprio territorio da protagonista, che non sa riconoscere il benessere delle persone, che ha smarrito il Bene Comune. E penso a don Antonio Loffredo che è venuto di recente a trovarci raccontandoci la storia del Rione Sanità e dei suoi ragazzi salvati dalla bellezza e dalla cultura, da una fraternità indirizzata a qualcosa di bello e produttivo per tutta la collettività, non solo per qualcuno.

 

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