VIDEO Diamo voce ai piccoli imprenditoti, Daniele Tagliabue

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Daniele

Continua la nostra serie di interviste ai piccoli imprenditori della nostra diocesi: Bar Ristorante Pizzeria “Papillon”, “Bar Belvedere” e “I Due Cipressi”, Pub Le Grotte, La Sartoria di Daniela, La Sartoria l’Asola, Studio Movimento Clicca qui per leggere le interviste 

SAN BENEDETTO DEL TRONTOVia XX Settembre è una delle arterie più caratteristiche di San Benedetto, nota a tutti come la “via degli orefici”. Nel 2002, quando la strada era ancora dominata dalle automobili nei giorni feriali, un milanese decise di dare vita ad un negozio originale quanto di perfetto abbinamento alla bellezza del luogo e della via. In atmosfere jazz, mobili, lampade, specchi, antichità, arredi in ferro e complementi vari si fondono nell’offerta del Negozio Tag’s, combaciante antico e moderno e presente anche a Milano e a Lugano. Siamo andati a intervistare Daniele Tagliabue, erede di una famiglia avente la passione dell’arredamento dal 1934 e nata nel cuore del centro storico del capoluogo lombardo.

Come è arrivato da Milano a San Benedetto?
A San Benedetto abbiamo messo questo negozio da dodici anni. Un negozio di arredamento per la casa, che raccoglie marche prestigiose e che unisce stile e charme nei diversi componenti mobili di questo negozio. San Benedetto perché tanti anni fa facevo il dirigente d’azienda in una multinazionale e non sono riuscito a portare mia moglie che è di Ascoli e fa la pediatra a San Benedetto. 18 anni fa è nato qui mio figlio, ormai mi sono stabilito stabilmente in questa bellissima cittadina della Riviera.

Perché Tag’s?
“Tag’s perché è un genitivo sassone e sta per Tagliabue, io mi chiamo Tagliabue. Quando Molti anni fa iniziammo l’avventura in questo settore con l’apertura di negozi a Milano, pensammo che questo nome fosse appropriato per ricordare la vecchia passione di mio padre che già dal 1934 iniziava a lavorare in questo settore”.

Come sta affrontando la Sua attività questa crisi e come vede Via XX settembre?
“Dodici anni fa pensai che era una via assolutamente centrale. Conoscendo la storia di San Benedetto vidi che era la via più importante, lasciata un po’ nel dimenticatoio nel momento in cui era stata l’isola pedonale di viale Moretti, ma che sicuramente doveva risplendere ancora d’importanza cercando di rivitalizzare questa parte della città che unisce la città vecchia a quella nuova. Una via importante dove già nei primi dell’Ottocento veniva fatto il mercato. Con una pedonalizzazione diversa e con un arredo urbano differente è ritornata agli antichi splendori anche perché nel progetto che abbiamo portato avanti c’è stato quello di ribaltare questa via anche da un punto di vista artistico e culturale, tant’è che siamo riusciti negli anni a creare tutta una serie di eventi nell’ambito artistico, della cultura, della poesia, della fotografia,  che hanno fatto sì che questa sia ormai una parte della città dédita a queste attività. Importante anche perché l’arredo urbano oggi consente una socializzazione maggiore, importante, le persone possono fermarsi a parlare. C’è la possibilità da parte dei portatori di handicap di allungare la loro visita alla città in quanto pedonalizzata e quindi è un modo di vivere la città diverso.

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