La donna, persona da rispettare sempre mai da possedere

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di Francesco Rossi

“Noi crediamo che nulla di quanto è dolore e sofferenza va perduto, ma tutto si trasforma in benedizione. Bisogna porsi pazientemente all’opera di ricostruzione. Bisogna non disperare. Dio mai abbandona chi spera in lui”. Si è chiusa con le parole di santi e beati emiliani – santa Caterina da Bologna, san Guido Maria Conforti (parmense), il beato Giovanni Battista Scalabrini (piacentino d’adozione) e il beato Odoardo Focherini (carpigiano) – la tappa bolognese di “10 piazze per 10 comandamenti”, iniziativa promossa per l’Anno della fede da Rinnovamento nello Spirito Santo (Rns) in collaborazione con il Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione e con il patrocinio della Cei.
Il nono comandamento, “Non desiderare la donna d’altri”, è stato affrontato sabato 27, in una serata che ha visto alternarsi musica, testimonianze e riflessioni. Di fronte al palco, il pubblico seduto sul “crescentone” di piazza Maggiore, tra la basilica di San Petronio – patrono della città, del quale proprio con l’iniziativa di Rns sono cominciate le celebrazioni per la festa, che culmineranno il prossimo 4 ottobre – e il palazzo comunale.

Rapporto sociale fondamentale. La dimensione civile e quella religiosa coesistevano sul palco, rappresentate dal sindaco e dall’arcivescovo. “La donna non può mai essere trattata come qualcosa, ma deve essere trattata sempre come qualcuno”, ha esordito il cardinale Carlo Caffarra, sottolineando l’importanza – non solo per la fede cristiana – del nono comandamento, poiché riguarda “il rapporto sociale fondamentale”, quello “uomo-donna in genere, e in particolare il matrimonio”. E a ribadirne il valore “laico” è stato proprio il primo cittadino, Virginio Merola. “Nessuno – ha dichiarato – può essere proprietà di qualcun altro e questo Comune, che per primo ha abolito la schiavitù, lo sa benissimo. Oggi dobbiamo combattere le moderne schiavitù, come la tratta delle donne, ma anche quel desiderio della donna come possesso che produce solo violenza e negazione della donna come soggetto”. “Sì alla grandezza, alla dignità, alla preziosità della persona della donna”, ha ripreso Caffarra, invitando a “non deturpare la bellezza più grande” che Dio ha fatto e concludendo – sullo stile di Papa Francesco – con un “buonanotte a tutti”. Il presidente nazionale di Rns, Salvatore Martinez, ha invitato a porre al centro “la ‘questione della donna’, della sua dignità, della sua soggettività sociale”, e quindi “anche i temi del femminicidio, dei delitti passionali, della violenza domestica, della discriminazione del femminile”.

Indicazioni per la libertà. Ha entusiasmato la piazza il videomessaggio di Papa Francesco, nel quale declina i dieci comandamenti come “una sorta di codice etico per la costruzione di società giuste, a misura dell’uomo”. Essi, aggiunge, sono “indicazioni per la libertà”, “c’insegnano ad aprirci a una dimensione più ampia di quella materiale, a vivere il rispetto per le persone, vincendo l’avidità di potere, di possesso, di denaro, a essere onesti e sinceri”. A far vibrare i cuori sono state anche letture e testimonianze: come il brano della “lettera d’amore a una ragazza di una volta”, che Enzo Biagi scrisse alla moglie scomparsa dopo 62 anni di matrimonio, o i versi di Erri De Luca dedicati alla coppia (“Quando saremo due, cambierà nome pure l’universo, diventerà diverso”). L’economista Luigino Bruniha portato l’attenzione al mondo dell’economia, dove la fedeltà (“grande virtù civile, non solo etica”) è centrale anche per “l’impresa, che è una grande rete di contratti”. Infine, storie di dolore e redenzione. Quella di Amalia, ragazza quarantenne, reduce da una lunga relazione clandestina conclusasi tragicamente: la disperazione, poi il riavvicinamento alla fede e la scoperta della “forza della preghiera”. Caduta nel baratro e risalita pure per Stephanie, 26enne proveniente dalla Nigeria, giunta in Italia per studiare e finita per strada, costretta a vendere il proprio corpo. Donne umiliate, ma con la forza di rialzarsi. Testimoni di come il nono comandamento sia veramente una strada di libertà.

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