Femminicidio

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violenza donne“Siate custodi gelose e attente dei nostri valori più alti, umani e cristiani. Sappiateli trasmettere ai vostri figli. Voi potete fare tantissimo per la rinascita morale della nostra terra. Aiutate la società nostra a rompere i legami con la criminalità organizzata, vigilando sui vostri uomini. Teneteli fuori dal giro dell’usura, della droga, dei traffici criminali, del gioco. Rifiutate da loro il denaro che vi portano o gli agi che vogliono creare, quando avete il dubbio sulla provenienza onesta del denaro. Convinceteli a disfarsi delle armi e ad avere fiducia in Dio e nella sua Provvidenza”. È l’appello dell’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, monsignor Giuseppe Fiorini Morosini, contenuta in una nota sul femminicidio letta durante le celebrazioni di oggi e domani in tutte le parrocchie della diocesi. La lettera nasce a seguito dei casi di violenza sulle donne anche in Calabria. L’ultimo a Brancaleone (Rc) con l’uccisione di una donna ucraina. Un gesto che sta suscitando “una giusta reazione” con cortei, veglie di preghiere, sostegno alle donne che cominciano ad avere il coraggio di denunciare.

“Come comunità ecclesiale non possiamo tacere – scrive il presule – pensando che nelle parrocchie può avvenire una forte educazione delle coscienze anche su questo tema. Ecco perché vi scrivo, esortando parroci, catechisti ed insegnanti di religione, a non tacere e ad inserire il rispetto della donna tra i temi di educazione morale”. Mons. Morosini, dopo aver invitato “non solo a protestare” ma anche a “riflettere sulla liberalizzazione della pornografia”, sottolinea che la violenza sulle donne tocca anche le mura domestiche del territorio calabrese “alcune volte da loro sopportata eroicamente, ma il più delle volte subita tragicamente, perché manca il coraggio della denuncia”. Da qui alcune considerazioni per reagire “con tutte le forze, sulla base della nostra fede e in nome del progresso sociale”, perché l’uomo “non è il padrone della donna” in nessun caso; i rapporti tra l’uomo e la donna nel matrimonio, come prescrive anche il Codice Civile oltre che gli insegnamenti cristiani, “sono alla pari”; “l’uomo non può esigere fedeltà dalla propria moglie e lui concedersi le libertà che vuole: la fedeltà è un impegno e un dono reciproco”; “picchiare una donna è una violenza riprovevole, perché è un’azione del più forte nei confronti del più debole”.

 

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