Al cinema Margherita, l’intrepido di Gianni Amelio

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Antonio AlbaneseIl Cinema Margherita di Cupra Marittima da venerdì 27 a lunedì 30 settembre propone L’intrepido di Gianni Amelio, con Antonio Albanese, Livia Rossi, Sandra Ceccarelli, Alfonso Santagata, Gabriele Rendina Il film è stato presentato al Festival di Venezia 2013

Orario degli spettacoli

Fine settimana
L’intrepido di Gianni Amelio
venerdì 27 settembre ore 21,30
sabato 28 settembre ore 21,30
domenica 29 settembre ore 16,30-18.30-21,30
lunedì 30 settembre ore 21,30

Prossimamente
Royal Affair di Nikolaj Arcel (Orso d’Argento per Miglior Sceneggiatura e Miglior Attore al Festival di Berlino 2012)

L’intrepido: Immaginiamo che esista un nuovo mestiere e che si chiami “rimpiazzo”. Immaginiamo che un uomo senza lavoro lo pratichi ogni giorno, questo mestiere. E dunque che lavori davvero oltre misura e che sia un uomo a suo modo felice. Lui non fa altro che prendere, anche solo per qualche ora, il posto di chi si assenta, per ragioni più o meno serie, dalla propria occupazione ufficiale. Si accontenta di poco, il nostro eroe, ma i soldi non sono tutto nella vita: c’è il bisogno di tenersi in forma, di non lasciarsi andare in un momento, come si dice, di crisi buia. Immaginiamo poi che esista un ragazzo di vent’anni, suo figlio, che suona il sax come un dio e dunque è fortunato perché fa l’artista. E immaginiamo Lucia, inquieta e guardinga, che nasconde un segreto dietro la sua voglia di farsi avanti nella vita. Ce la faranno ad arrivare sani e salvi alla prossima puntata? (www.trovacinema.it)“Sei felice?», domanda Ivo (Gabriele Rendina) al padre Antonio (Antonio Albanese, misurato e intelligente). Quello resta in silenzio e gli risponde con un sorriso diretto e semplice come il cognome che porta, Pane. Ha certo una propria tenera felicità, il mite e coraggioso protagonista di “L’intrepido” (Italia, 2013, 104′). E con tenerezza lo raccontano il cosceneggiatore Giacomo Lantieri e Gianni Amelio, che in lui trova alcuni degli elementi più profondi della sua poetica. Come il Vincenzo Buonavolontà di “La stella che non c’è” (2006), Antonio ama il suo lavoro. Ancora meglio, ama il lavoro. Lo ama nella sua materialità, e ama farlo bene, come accadeva in tempi lontani, in un’Italia ben più povera e dignitosa. Ma gli tocca stare in questa, nelle sue nuove ingiustizie e nelle sue nuove volgarità. E in questa Italia il lavoro spesso non c’è. Quando poi c’è, capita che non definisca la vita e l’identità di chi lo fatica. In lui, al contrario, resta intatto il piacere di stare nel mondo trasformandolo, e di farlo con l’attenzione e la serietà di un mestiere. Antonio, dunque, fa il “rimpiazzo”. Infaticabile e sereno, giorno dopo giorno sostituisce chi non possa o non voglia lavorare. Ma non lo pagano per la sua fatica. Lo sfruttano, e per giunta si aspettano da lui riconoscenza. Metafora trasparente, questa, di un Paese dominato da una cinica prepotenza economica e da una irresponsabilità sociale che si sono fatte ideologia. Né cinico né prepotente, Antonio si sente invece responsabile: responsabile per l’infinita malinconia di Lucia (Livia Rossi), di cui forse è innamorato e che per l’età potrebbe essere sua figlia, e responsabile per Ivo, musicista che stenta a conoscere e a far riconoscere la propria arte. C’è qui, in questa sollecitudine paterna, la parte più tenera della poetica di Amelio, a partire almeno da “Il ladro di bambini” (1992) per arrivare a “Le chiavi di casa” (2004).È felice, dunque, Antonio Pane? Prima ancora, è possibile esser felici in un mondo che ha negato e tradito l’immediatezza e la semplicità di quella che Pier Paolo Pasolini – certo in parte illudendosi – chiamava appunto l’età del pane? La risposta vive nel sorriso del protagonista: in quello rivolto al figlio e alla sua domanda, e in quello che al termine del film rivolge a noi, mite e coraggioso come una speranza. (Roberto Escobar – L’espresso)
Anche per la stagione 2011-2012 il Cinema Margherita propone la Tessera Acec Marche. La tessera costa € 5, permette di avere 5 ingressi ridotti, più uno in omaggio, ed è utilizzabile in tutte le Sale Acec Marche.
Ingressi: € 6,00 interi, € 4,50 ridotti
Ingresso universitari: € 4,00

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