Iniziamo insieme il cammino pastorale 2013/14!

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

Diocesi di San Benedetto del Tronto – Ripatransone – Montalto Anno pastorale 2013/14

“NON FACCIAMOCI RUBARE LA SPERANZA”

I incontro formativo diocesano mercoledì 11 settembre 2013 ore 19.30 – 22.30

Ritiro del Clero giovedì 12 settembre 2013 ore 09.30 – 16.30

Suore Concezioniste – San Benedetto del Tronto

DIOCESI – Iniziamo un nuovo anno pastorale con l’intento  di non farci rubare la speranza e proprio San Paolo, nella lettera ai Romani ci ricorda: “Il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e pace nella fede, perché abbondiate nella speranza per la virtù dello Spirito Santo” (15,13).  Abbiamo davvero bisogno di fare un pieno di quella gioia e di quella pace che vengono dalla fede in Gesù Cristo e di diventare ricchi della speranza, dono dello Spirito di Dio, per andare incontro al futuro e  guardare all’oggi nella prospettiva del sogno.

Speranza

Papa Francesco nell’enciclica Lumen Fidei scrive “Nell’unità con la fede e la carità, la speranza ci proietta verso un futuro certo, che si colloca in una prospettiva diversa rispetto alle proposte illusorie degli idoli del mondo, ma che dona nuovo slancio e nuova forza al vivere quotidiano. Non facciamoci rubare la speranza, non permettiamo che sia vanificata con soluzioni e proposte immediate che ci bloccano nel cammino, che ‘frammentano’ il tempo, trasformandolo in spazio. Il tempo è sempre superiore allo spazio. Lo spazio cristallizza i processi, il tempo proietta invece verso il futuro e spinge a camminare con speranza” ( n. 57).

Impegniamoci, allora, a dare profondità al tempo, che oggi sembra conoscere solo la parola ‘crisi’,  intesa come richiamo alle fabbriche che chiudono, alla produzione che crolla, ai mutui che volano alto e, perché no, alle Chiese che si vuotano. In realtà ‘crisi’ è un termine che viene dall’antica grecia e significa semplicemente giudicare, valutare, per cogliere l’opportunità di un possibile cambiamento. E’ il tempo di nuove vedute, di valide alternative, per cui lo stesso termine è intriso di speranza. Lo diceva Albert Einstain: “E’ nella crisi che sorgono l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere superato”.

E allora non fermiamoci solo alle analisi che rimandano continuamente al passato, immobilizzano e intristiscono. Una comunità è viva quando dà importanza al futuro e ai progetti. Non si può vivere pensando che il passato si ripeta e che nulla si possa cambiare. Un detto dei Padri del deserto assicura: “Il Signore del passato è il diavolo. Dio viene dall’avvenire”.

In questa prima tappa dell’anno pastorale, il cui impegno verterà nel raggiungere insieme  un atteggiamento positivo e uno stile accogliente ,  richiamiamo l’immagine di  Paul Ricoeur, per non lasciarci scoraggiare ed essere sempre vigili : “La speranza viene a noi vestita di stracci perché le confezioniamo un abito da festa”. La speranza viene dall’alto e si presenta povera perché possiamo rivestirla di un abito da sposa. Arriva umilmente: un incontro inaspettato, una telefonata come quelle che fa spesso Papa Francesco, un sms o una parola letta in un libro, l’abbraccio di un amico ritrovato, il perdono che rimargina una ferita, …….

Incontriamoci, tutti insieme, per dare volto alla speranza in questa nostra Chiesa e in questo nostro mondo. Costa fatica, ma nulla è perduto, perchè  dietro ogni fatica ci sono sempre sogni e speranze. Dice il Salmo 126 :

“Alla fatica van tutti piangendo  per il sudore che irrora la semina,

ma torneranno con passo di danza portando a spalle i loro covoni”

Guardiamoci negli occhi, non per giudicarci, non per osannarci, ma con gli stracci addosso, avviciniamoci e percorriamo i sentieri che portano verso l’altro, soprattutto verso chi è relegato dalla storia nelle periferie esistenziali e geografiche. Shantideva, un monaco indiano dell’ottavo secolo, diceva. “ Tutta la felicità del mondo deriva dal pensare agli altri; tutte le sofferenze del mondo derivano dal pensare solo a se stessi”.

In questo percorso,  un contributo ci sarà fornito dall’ esperienza di don Antonio Loffredo, parroco del Rione Sanità a Napoli. Ha scritto un libro ‘Noi del rione Sanità’ dove racconta tutti i progetti effettuati e quelli ancora in essere: La Paranza, L’Officina dei Talenti, gli Iron Angel, dove i ragazzi del rione sono diventati imprenditori di se stessi; le Catacombe di Capodimonte che hanno centuplicato il numero di visitatori da quando i suoi ragazzi ne hanno preso la gestione e poi il gioiellino itinerante, la Sanitansamble, un’orchestra di musica sinfonica formata da 42 elementi, tutti tra gli 8 e 15 anni formatasi sul modello venezuelano. Tutto parte dalla sua convinzione che attraverso la conoscenza e la difesa del “bello”, inteso come arte e cultura,  si possa redimere ed educare. Così ha trovato nel suo bistrattato quartiere proprio questo: il bello coperto dalla coltre opaca dell’incuria, attraverso la quale solo lui e i suoi ragazzi hanno saputo vedere. Ci faremo aiutare da lui a portare alla luce tutta la bellezza che c’è dentro la comunità cristiana e dentro questa nostra storia.

Tutti i laici impegnati in parrocchia, in modo particolare i giovani e le famiglie, coloro che fanno parte delle diverse realtà ecclesiali, i consacrati, i presbiteri e diaconi, sono invitati al primo incontro di formazione che si terrà Mercoledì 11 settembre 2013 presso le Suore Concezioniste a San Benedetto del Tronto.

Alle ore 19.30  l’incontro con don Antonio Loffredo, a seguire un breve break,  alle  21.15  il lavoro nei laboratori e a conclusione un  momento assembleare fino alle ore 22.30.

Giovedì 12 settembre sempre presso le Concezioniste ci sarà il ritiro mensile del Clero dalle 09.30 in punto alle 13.00 animato sempre don Antonio Loffredo.

Alimentiamo la speranza! Diceva Martin Luther King, cinquant’anni fa, nel memorabile discorso passato alla storia con il titolo: “I have a dream”: « Dalle montagne di disperazione si possono estrarre pietre di speranza per trasformare l’inarticolato vociare della nazione in una sinfonia di fraternità». Tanto più tutto questo può avvenire nella Chiesa!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *