La Provincia e il comune di San Benedetto aderiscono alla Giornata di digiuno e preghiera per la pace in Siria indetta dal Papa

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

Cattedrale

Ricordiamo l’appuntamento in diocesi alle ore 20.45 in cattedrale, leggi l’articolo clicca qui

PROVINCIA – Il consigliere Camillo Ciaralli, in qualità di Presidente della Consulta Provinciale per la Pace, ha aderito alla giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria e in tutto il Medio Oriente indetta per sabato 7 settembre da Papa Francesco.

“Con grande convinzione e speranza – dichiara il Consigliere Ciaralli – ho inteso rispondere all’invito rivolto dal Santo Padre a compiere un gesto simbolico di condivisione e vicinanza nei confronti del popolo siriano che sta soffrendo le conseguenze di un conflitto sempre più cruento e devastante giunto fino al presento uso assurdo e sconsiderato di armi chimiche. E’ importante che anche le istituzioni locali facciano proprio il messaggio forte sintetizzato nelle parole ‘mai più la guerra’”.

Anche il Presidente della Provincia Piero Celani e il Vice Presidente e Assessore alle Politiche Sociali Pasqualino Piunti hanno aderito all’iniziativa rilanciata dal Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani. “Per scongiurare i rischi di un conflitto che può diventare regionale, se non mondiale, è fondamentale favorire una grande mobilitazione internazionale, a tutti i livelli – sottolineano Celani e Piunti – per promuovere il percorso di una soluzione politica e negoziale, mettendo anche in atto ogni sforzo per garantire una assistenza umanitaria alle vittime ed ai profughi. In questa prospettiva, certamente giunge opportuna e di grande spessore l’iniziativa del Pontefice che rappresenta un segnale importante rivolto non solo ai credenti, ma tutti gli uomini e donne di buona volontà ad operare in direzione della pace e della fratellanza tra i popoli e le civiltà”.

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’Amministrazione comunale accoglie l’invito del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani

La bandiera della pace sventola sul pennone antistante il Municipio. Con questo gesto simbolico, anche la Città di San Benedetto del Tronto aderisce all’invito del Coordinamento Nazionale Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani in risposta all’appello di Papa Francesco che ha proposto una “Giornata di digiuno e di preghiera per la pace in Siria e in Medio Oriente” nella giornata di domani sabato 7 settembre.

Nella lettera del Coordinamento nazionale si legge: “L’invito è rivolto a tutti i credenti ma anche a tutti gli uomini e le donne di buona volontà. L’appello del Papa interpella anche le istituzioni e tutti i suoi massimi responsabili sottolineando i seguenti punti:

1. “Mai più la guerra! Non è mai l’uso della violenza che porta alla pace. Guerra chiama guerra, violenza chiama violenza!”

2. Ferma condanna dell’uso delle armi chimiche.

3. Appello alle parti in conflitto “perché ascoltino la voce della propria coscienza, non si chiudano nei propri interessi e intraprendano con coraggio e con decisione la via dell’incontro e del negoziato, superando la cieca contrapposizione.”

4. Appello alla Comunità Internazionale “perché faccia ogni sforzo per promuovere, senza ulteriore indugio, iniziative chiare per la pace in quella Nazione, basate sul dialogo e sul negoziato, per il bene dell’intera popolazione siriana.”

5. Appello affinché “non sia risparmiato alcuno sforzo per garantire assistenza umanitaria a chi è colpito da questo terribile conflitto, in particolare agli sfollati nel Paese e ai numerosi profughi nei Paesi vicini.”

6. Appello affinché “agli operatori umanitari, impegnati ad alleviare le sofferenze della popolazione, sia assicurata la possibilità di prestare il necessario aiuto.”

“Aderiamo con convinzione all’appello affinché si ponga fine alle terribili barbarie sulla popolazione siriana, in particolare sui soggetti più indifesi, ad iniziare dai bambini – dichiara il Sindaco Giovanni Gaspari – e, data la gravità del momento, invitiamo la cittadinanza, chi può, a compiere un gesto simbolico nei modi e nelle forme che riterrà più opportune per dire “no” alla guerra”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *