VIDEO: Castignano: inaugurato il campetto

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CASTIGNANO – La chiesa di Sant’Egidioè un capolavoro del XVII secolo immediatamente sottostante il nucleo antico della città, reduce dal recente successo di Templaria. A settentrione dell’edificio vi è l’oratorio Donatella Sciamanna. All’interno si scorge un nuovo gioiello che da oggi rappresenta la sorpresa, il fiore all’occhiello e il vanto di un’intera comunità parrocchiale e di un’intera città. Si tratta del campo da calcio, un gioiello in erba mista (sintetica e naturale) che rappresenta la “San Siro castignanese”, ma con un fattore in più rispetto allo stadio meneghino, quello di essere un luogo imprescindibile di condivisione cristiana tra bambini e ragazzi di ogni età. La cerimonia d’inaugurazione, con relativa benedizione e taglio del nastro, si è svolta nel pomeriggio del 25 agosto, alla presenza del primo cittadino Corradetti, del responsabile diocesano al turismo, sport e tempo libero Don Luigino Scarponi, del parroco Don Tiziano Napoletani e del nostro Vescovo S.E. Mons. Gervasio Gestori, che ha manifestato il suo entusiasmo per l’opera oltre a rilasciare una testimonianza ai nostri microfoni. “Ho inaugurato oggi pomeriggio questo campetto di gioco e di ritrovo, dei ragazzi e degli adolescenti di Castignano. Qui c’erano le sterpaglie, un luogo di deposito,di spazzature e adesso un bellissimo campo con il tappeto sintetico. Qui si possono trovare i ragazzi e i giovani per condividere, giocare, vivere l’amicizia, divertirsi, amarsi e quindi momento bello, alto, significativo e importante“, sono le parole del Vescovo. Oltre al campo, è stata inaugurata la statua della madonna di Medjugore, al di sotto del quale vi sono due fotografie: quella di Maico, un giovane che ci ha lasciato troppo presto e di Don Paolo Diletti, detto lu priore, ricordato durante l’inaugurazione da Don Scarponi il quale lo ha definito il “Bergoglio della chiesa truentina”, un personaggio che assieme a Donatella Sciamanna e alla famiglia Zaccaroli (che ha donato i terreni per fare l’oratorio, ndr.) hanno contribuito a creare negli anni questo piccolo grande simbolo della nostra Diocesi.

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