Vescovo: “Ci assista lei, la Vergine santa, e ci aiuti ad avere serenità”

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DIOCESI – Pubblichiamo le parole pronunciate dal nostro Vescovo Gervasio Gestori durante la Messa celebrata presso la cattedrale di San Benedetto del Tronto, domenica 28 luglio, per la Festa della Madonna della Marina.

Santa Maria, Madre di Dio
Con queste parole preghiamo la Vergine santa ogni volta che recitiamo l’Ave Maria. Invochiamo Maria chiamandola “santa”. Perché? Crediamo che fin dalla sua esistenza sia stata “immacolata”, senza macchia, così come si è presentata a santa Bernardetta nella grotta di Massabielle a Lourdes, quando quella fanciulla le chiese il suo nome. Era il giovedì 25 marzo 1858, la sedicesima apparizione. Aquerò, Quella cosa, nel dialetto di Lourdes, disse: “Io sono l’Immacolata Concezione”.

La Madonna è stata santa in tutta la sua vita e così la invochiamo nelle Litanie di Loreto: Madre purissima, Madre castissima, Madre inviolata, Madre intemerata.

La grandezza spirituale di questa donna certamente consiste nell’essere stata Madre di Gesù, il Figlio di Dio. Ma S. Agostino osserva che la sua vera grandezza va ricercata prima, per avere creduto che poteva diventare Madre, generando il Figlio di Dio. Ella prima concepì nella fede, credendo che questo fosse possibile e fidandosi di Dio, e poi generò effettivamente nella sua carne questo figlio, che era di Dio ed era pienamente suo.

Noi naturalmente non possiamo imitarla nella generazione corporale di quel Figlio, che rimane unico, ma mediante la fede siamo chiamati ad imitarla nella generazione spirituale di Gesù nella nostra vita, ubbidendo a suo Figlio Gesù compiendo azioni coerenti con il vangelo.
Prega per noi peccatori
Il Vangelo ci ricorda il suo pellegrinaggio annuale al Tempio di Gerusalemme, segno di una fedeltà a tutti i doveri della religione ebraica. Ed il libro degli Atti degli Apostoli ricorda che i primi discepoli del Signore “erano assidui e concordi nella preghiera insieme con alcune donne e con Maria, la madre di Gesù” (At 1,14).

Dunque Maria pregava da sola e pregava con i primi discepoli. Preghi ancora con noi e preghi per noi, come allora pregava insieme a quei discepoli del Signore, che trasmisero al mondo la bellezza della fede e suscitarono sulla terra le Comunità dei credenti.

Preghi ancora per noi, che ci riconosciamo peccatori. Che bella questa nostra definizione. Pregando noi dichiariamo senza distinzione e sinceramente di essere peccatori, bisognosi di perdono. L’Ave Maria è la preghiera dei peccatori, è la preghiera di chi si sente indegno del Signore e si rivolge a Maria, ad una mamma, perché si faccia mediatrice presso il Signore per noi.

Noi siamo peccatori. Ma di quali peccati? Perché ci è facile dichiarare di essere peccatori, genericamente ed a parole, mentre nel cuore pensiamo che certamente gli altri, quelli sì, sono peccatori, mentre noi no, e ci sentiamo offesi e reagiamo se qualcuno ci accusa. In fondo pensiamo che la colpa sia degli altri, sia sempre degli altri. Tutti abbiamo un poco di fariseismo addosso.

Peccatori di quali peccati? Riconosciamo i nostri peccati personali: pensieri di invidia, di superbia, di cattiveria; e poi affetti disordinati e di infedeltà, e poi ancora parole ingiuriose, violente e calunniose, e poi azioni disoneste.

E riconosciamo anche i nostri peccati sociali, perché nessuno è un’isola, ma tutti siamo corresponsabili, anche se in misura diversa in base alle proprie responsabilità.

Non mancano anche i peccati di omissione, per cose che dovremmo dire o fare e che invece non diciamo e non facciamo, per paura o per pigrizia o per indifferenza.

Recentemente papa Francesco, durante la visita a Lampedusa, ha parlato di globalizzazione dell’indifferenza e di anestesia del cuore. Guai se questo clima di individualismo e di insensibilità si diffondesse, perché significherebbe un preoccupante impoverimento della nostra umanità, oltre che una paurosa decadenza vita sociale.

In questi tempi di crisi, di fronte alle povertà crescenti, all’ampia disoccupazione ed alle imprese che chiudono, è triste, per esempio, constatare che in alcuni ambienti l’industria del lusso non conosce crisi. “Non dispiace che i settori di eccellenza godano buona salute, ma impensierisce il fatto che questo avviene mentre altre industrie che producono beni di largo consumo risentono della crisi che attanaglia ampi strati della popolazione e ne limita gli acquisti, aggravando una spirale depressiva” (CivCatt 15 giugno 2013).

E’ triste pure constatare che il gioco d’azzardo non ha freni, né può avere scusanti; che troppo denaro viene sprecato in sostanze tossiche e che una quantità enorme di alimenti ogni giorno viene buttata.

Non possiamo chiudere gli occhi. Non è lecito rinchiudersi in se stessi. La preghiera di noi peccatori rivolta a Maria ci sproni alla conversione ed a vivere una solidarietà umile e concreta. Occorrono gesti. viviamo fatti.

Adesso e nell’ora della nostra morte
La Vergine santa preghi per noi. Preghi per noi quando ci vede deboli e maggiormente bisognosi. Preghi per noi quando viviamo momenti difficili e siamo provati dalla malattia. Preghi per noi quando ci vede feriti da una ingiustizia e poveri di speranza nel futuro della vita. Preghi per noi quando stiamo attraversando un periodo decisivo e dobbiamo compiere scelte importanti per l’avvenire nostro e dei nostri cari.

Adesso e nell’ora della nostra morte. Anche quello finale sarà un momento importante, è momento importante, che segna il passaggio da questo all’altro mondo. E’ un passaggio che affidiamo alle mani di Dio, che è sempre Padre buono.

Ci assista lei, la Vergine santa, e ci aiuti ad avere serenità, accogliendoci poi tra le sua braccia di Madre affettuosa e potente.

Amen. Così sia!

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