Dalla Piazza televisiva a piazza del Popolo:

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page
Ancora una volta centinaia di spettatori hanno partecipato all’incontro con l’autore, nell’ambito della rassegna l’Altra Italia, in Piazza del Popolo per ascoltare il direttore di Rai Tre, Andrea Vianello. Con la complicità di Natalia Encolpio del Resto del Carlino, in un confronto di idee, tema di questa seconda edizione, si sono potute approfondire tematiche rilevanti come l’informazione e la politica, con i conseguenti intrecci nella Rai.
“Questa crisi è la nostra tempesta perfetta: tutti dobbiamo dare qualcosa in più, a partire da noi giornalisti”. Ed è proprio il giornalismo l’argomento capace di stuzzicare maggiormente la passione di Vianello: “Il mestiere è semplice: raccontare quello che gli altri non vedono, con correttezza, verificando la notizia“. Per l’ex conduttore di Mi manda Rai Tre l’essenziale è l’obiettività con cui si trasmette un’informazione, “perché la verità non esiste, esistono i fatti e le opinioni”.
Passando all’evoluzione del giornalismo nell’era digitale, Vianello batte il tasto sulla velocità con cui, al giorno d’oggi, si può creare una notizia: “In teoria basta un tweet, che ha una velocità spazio temporale spasmodicamente più forte, per creare una notizia, ma per noi dell’informazione finché non leggiamo l’ANSA facciamo fatica a immaginarla reale. Per questo il giornalista moderno deve essere più ‘bravo’ della velocità, essendo un mestiere interamente in dipendenza del fattore tempo”.
“Interrogato” da Natalia Encolpio sul rapporto tra politica e informazione, Vianello non si tira indietro: “Viviamo oggi un atteggiamento diverso nei confronti dei nostri amministratori, ma continuo a propugnare la separazione dell’azienda Rai dalla politica”, un passaggio obbligatorio ancora lontano dal realizzarsi “ma continuo a mantenere la mia autonomia”.
Infine, un accenno alla situazione politica. Il presentatore, infatti, si lascia infine andare ad un commento: “Reputo scandaloso che si discuta di tutto tranne che del motivo con cui Napolitano è stato costretto alla riconferma: una nuova legge elettorale in grado di restituire ai cittadini, attraverso la reintroduzione delle preferenze, il diritto di scegliere i propri rappresentanti”. Eppure il direttore di Rai Tre vede un Parlamento immobile sotto questo punto di vista, “e se non si prenderanno provvedimenti la ferita con il Paese diverrà insanabile”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *