Cardinale Petrocchini, un libro sulla storia della Diocesi

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Sabato 20 luglio, nella chiesa di San Gregorio a Montelparo, sono stati presentati gli atti del convegno su Gregorio Petrocchini svoltosi il 17 giugno 2012.

Alla presenza del sindaco Marino Screpanti e del parroco Don Gianluca Pelliccioni, sono intervenuti don Vincenzo Catani e Filippo Cruciani, autore di una rappresentazione teatrale su Gregorio Petrocchini.

Il 2012, e qui su l’Ancora se ne è scritto frequentemente, era stato l’anno di Gregorio Petrocchini, Cardinale montelparese di cui ricorreva il quadricentenario della morte. L’anno, lo ricordiamo, aveva visto persino la visita del Cardinale Angelo Comastri, Vicario generale di Sua Santità per lo Stato della Città del Vaticano,  arrivato appositamente a Montelparo da Roma.

In quell’occasione, Comastri aveva ricordato Petrocchini come un uomo che, dovunque è passato,  ha promosso la cultura perché «egli sapeva che nel cuore dell’uomo c’è un’innata sete di verità, c’è un profondo bisogno di luce, c’è una fame di certezze che diano senso alla vita». Ne aveva poi ricordato l’umiltà e la dolcezza del carattere.

A completamento della visita di Comastri, il 17 giugno si era poi tenuta una giornata di studi sulla figura del Cardinal Montelpare. In collaborazione con il Centro Culturale Agostiniano, erano intervenuti professori ed esperti appartenenti a diverse istituzioni teologiche nazionali e alla Biblioteca Egidiana di Tolentino, studiosi della Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici delle Marche, dell’Università degli Studi Carlo Bo di Urbino e del Conservatorio di musica Pergolesi di Fermo.

Tra le altre cose, nel corso del convegno era emerso che il nome di Gregorio Petrocchini è presente in un museo di Birmingham, giunto nel Regno Unito grazie ad un piatto acquistato all’asta da una villa di Pollenza. Il piatto, risalente agli anni ’80 del Cinquecento, confezionato dai maestri della ceramica di Urbino rappresenta la munificenza del Cardinale attraverso la rappresentazione del congiarum, cioè la distribuzione gratuita al popolo romano di grano e vino.

Ebbene, oggi gli atti di quel convegno sono stati raccolti in un libro che è il diciottesimo sulla storia della diocesi: si tratta perciò di un documento in cui è depositata la nostra memoria storica, non solo montelparese. Non un libro per esperti, ma una pubblicazione di facile lettura che l’amministrazione comunale consegnerà alle famiglie del paese.

La figura di Petrocchini è stata focalizzata più di quanto non fosse stato fatto precedentemente, tanto che lo storico Tassotti ne ha ricostruito la genealogia.

«Questo convegno ha alzato molti veli» ha detto don Vincenzo Catani, «ma c’è ancora tanto da studiare». In passato, ha ricordato Filippo Cruciani, soltanto don Pierino Vallorani, all’epoca parroco del paese, fece un piccolo convegno sull’argomento, ma la cosa finì lì.

Cosa ne è venuto fuori allora? Un Cardinale che ha amato molto la Chiesa, all’epoca concepita come madre della comunità, specie nelle piccole comunità come quella montelparese.

Sodale del conterraneo Sisto V, ultimo grande Papa dell’antichità, Petrocchini fu il primo Cardinale  a venire dal popolo, dalla base. Istruito dagli agostiniani, fu un uomo che, nella Roma di allora, non aveva creato alcun culto della personalità. Scelse di essere chiamato col nome del suo paese per, in un certo senso, allargarlo: il nome della propria famiglia avrebbe semplicemente indicato una famiglia, mentre quello del paese avrebbe segnalato le origini, portato Montelparo fuori dai suoi confini geografici.

E ora Montelparo può conservarne la storia, che è anche la sua storia.

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