Serata col botto alla Palazzina Azzura per l’ultima serata del ventesimo Premio Bizzarri

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO– Pienone ieri sera alla Palazzina Azzurra  per una serata conclusiva coinvolgente e emozionante.

E’ Cecilia Mangini la prima a calcare il palco dopo la proiezione del suo documentario La canta delle Marane. Quella che puo’ essere definita una icona del documentarismo, ottantaseienne, ma piena di spirito e di vigore professionale ricorda la vita del documentario che è nato, è diventato grande, si è ammalato, è morto e poi rinato grazie alle rassegne e soprattutto grazie alla rassegna

dedicata al suo amico Libero, Libero di nome e di fatto precisa, come era ogni membro di quel gruppo di documentaristi di allora che seppur diversi per stile e per metodologie erano profondamente accomunati e legati da un unico obiettivo, quello di dar voce alla realtà e ai fatti contingenti. A Cecilia il Premio Bizzarri “Una vita per il documentario”.

Il Premio Bizzarri ventennale è assegnato a Duilio Silenzi. È una sorpresa il collegamento telefonico con Folco Quilici che ricorda la loro troupe giramondo, la professionalità di Duilio del quale diceva venti volte al giorno “Duilio non sembra un fonico” e aveva ragione perché di lì a poco avrebbe lasciato quel mestiere per diventare uno dei migliori operatori dei servizi giornalistici della RAI.

Va ad Elisa Fuksas il Premio Bizzarri “Giovani autori”. Elisa figlia di due delle archistar più famose al mondo, presenta al Premio La nuvola-work in progress, che racconta le fasi di realizzazione del centro Congressi EUR progettato da suo padre Massimiliano, cominciando dal vuoto dello scavo per arrivare al completamento della struttura della Nuvola, interrompendosi nell’ultimo momento di libertà di questo “oggetto”, prima che dichiari formalmente la sua funzione.

Grande commozione destano le parole della Presidente della Fondazione Bizzarri, Maria Pia Silla che ricordano Giacomo Pioweb Antonini nella sua capacità attrattiva fatta di forza, di creatività, di amore per la musica, per cinema per il documentario, per l’arte. Giacomo non ha mai fatto mancare il suo apporto e il suo slancio culturale né alla Fondazione nè ai giovani di San Benedetto e questo, come ben ricorda l’assessore Sorge, grazie anche ai suoi meravigliosi genitori, presenti in sala, che ricevono in sua memoria il ventesimo Premio “Bizzarri”.

Si spengono le luci sulla rassegna con una meravigliosa performance della fisarmonica del M° Sergio Capoferri e con un augurio ai prossimi venti anni del documentario con un brindisi e una bellissima torta.

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