La cyberteologia diventa una disciplina teologica

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ROMA – Non pochi sacerdoti e personalità del mondo ecclesiastico hanno espresso riserve, se non proprio disapprovazione, nei confronti di internet. A fronte di questa schiera, ce ne sono molti altri che invece vedono nella rete una grande opportunità. Infatti molti sacerdoti hanno un profilo facebook, associazioni laicali e singoli fedeli  impegnati nell’evangelizzazione hanno comprato dei domini internet, vescovi e cardinali sono su twitter e addirittura Papa Francesco, sulla scia del suo predecessore, usa questo social network.

Ma la personalità che più si è distinta nel rilevare l’importanza di internet anche per la sfera religiosa è senza dubbio il gesuita Antonio Spadaro, Direttore della celeberrima e più antica  rivista italiana “La Civiltà Cattolica”.

Padre Spadaro, classe 1966, originario di Messina, è il primo che ha iniziato a ripensare la fede nel tempo di internet, coniando il neologismo  “cyber teologia”.

Ora l’Università Gregoriana, gestita dai gesuiti, lo stesso ordine dal quale proviene il prelato, ha preso sul serio le sue intuizioni, tanto che lo ha invitato a tenere nell’anno accademico 2013/2014 un corso dal titolo “la Cyberteologia: pensare il cristianesimo al tempo della rete”.

Il corso TF2092, questa la sua sigla, intende preparare i futuri sacerdoti a raccogliere la sfida che propone il mondo di internet.

Padre Spadaro ha anche scritto un libro su questo tema che è già stato tradotto in inglese e portoghese e presto lo sarà anche in francese, spagnolo e polacco.

L’annuncio non poteva che avvenire attraverso il profilo internet del gesuita, al quale sono seguiti in poche ore più di 300 commenti di auguri e congratulazioni ai quali si aggiungono anche quelli della nostra redazione nella speranza di poterlo avere presto come ospite in diocesi!

I vostri commenti all'articolo (1)

  1. Straordinario. Oggi, non si può più fare a meno di internet.
    E’ bello comunicare la fede. Bisogna essere presenti e fare fronte anche a quei siti che danno giudizi distorti e non fondati sulla teologia e storia della Chiesa.
    Complimenti!!!
    Carlo

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