“L’aborto volontario cambierà radicalmente la cultura medica”

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IRLANDA – La Chiesa cattolica irlandese non demorde: l’Irlanda deve rimanere il Paese che riesce a garantire la più alta sicurezza alla maternità e questo succede grazie ad una legislazione che fino ad oggi ha assicurato standard elevatissimi di assistenza e cura per la salute delle donne e dei bambini nascituri. Legislazione che ora il governo vuole radicalmente cambiare introducendo con un disegno di legge “Abortion Bill”, l’aborto volontario.

Un momento storico per l’Irlanda. Si tratta di un momento storico per l’Irlanda: ad accelerare l’iter legislativo era stata lo scorso ottobre la terribile tragedia della morte di una donna 31enne di origine indiana e di religione Hindu, Savita Halappanavar, per setticemia in un ospedale dopo che le era stata rifiutata l’interruzione di gravidanza. Il caso, in seguito al quale si è aperta un’inchiesta, ha riacceso con toni molto aspri il dibattito fino a che in aprile il governo ha ufficialmente annunciato la sua volontà di dare via libera ad una radicale riforma della legge. I vescovi cattolici irlandesi hanno manifestato da sempre il loro disappunto con dichiarazioni e comunicati ufficiali. E sabato 8 giugno decine di migliaia di persone si sono date appuntamento a Dublino per una Veglia di preghiera “per il Diritto alla vita delle Madri e dei loro bambini nascituri”. “The Choose Life: We Cherish them Both”, era lo slogan dell’evento che significa: “La scelta della Vita: abbiamo cura di entrambi”, madri e figli.

Campagna di promozione culturale. L’ultima iniziativa in ordine cronologico è un dossier dal titolo “Choose life 2013” rivolto ai fedeli, alle newsletter e ai siti web delle parrocchie e finalizzato a sostenere la campagna di promozione sulla posizione della Chiesa nei confronti della vita umana nascente. A redigerlo è il Catholic Communications Office per diffondere una maggiore conoscenza rispetto all’insegnamento della Chiesa, al disegno di legge sull’aborto nonché una serie di proposte di preghiere e di riflessioni che possono essere trovati anche sul sito web, www.chooselife2013.ie. “In virtù della loro comune umanità – si legge nel dossier – la vita di una madre e di un bambino sono entrambe sacre. La Chiesa non insegna che la vita di un bambino nel grembo materno debba essere preferito a quella della madre. Tuttavia, poiché un bambino in grembo non ha voce, c’è il rischio che qualcuno pensi che sia meno umano o meno degno di vivere”. Nel dossier si usano parole molto forti riguardo alla “Abortion Bill” perché “il disegno di legge sull’aborto non contiene nessuna procedure per dare attuazione all’’obbligo di cura’ dovuto al nascituro; non vi è alcun processo di appello; nessun sedativo da somministrare al bambino prima che gli venga tolta la vita; non vi sono le necessarie valutazioni dei rischi per l’interruzione anticipata e nessun rimedio per un bambino che sopravvive a un aborto, ma soffre di complicazioni mediche a seguito della cessazione anticipata di gravidanza”.

La voce dei vescovi. Per i vescovi irlandesi la proposta del governo “cambierà radicalmente la cultura della pratica medica in Irlanda”, si legge in un comunicato diffuso qualche giorno fa dai vescovi cattolici. E aggiungono: “L’insegnamento della Chiesa cattolica è chiaro: laddove una donna in stato di gravidanza necessita trattamenti medici che possono mettere a rischio la vita del bambino, questi trattamenti sono eticamente permissibili, dopo che sia stato compiuto ogni sforzo per salvare entrambi. Ma questo è differente dall’aborto che è un atto diretto ed intenzionale di porre fine alla vita del bambino”. Nel documento, i vescovi sollevano anche la questione circa la “libertà di coscienza” perché anche se la legge passasse, mai nessuna istituzione e nessun operatore medico può essere obbligato a praticare un aborto contro la sua volontà.

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