Celebrato il “compleanno” della città con i nuovi cittadini

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO– Le parole di Marianna Kalonda Okassaka, 18 anni, nata in Italia da famiglia congolese e un esame di maturità da sostenere proprio da stamane, hanno molto colpito i presenti alla cerimonia per il 18 giugno, l’anniversario della liberazione della città dal nazifascismo da parte delle truppe alleate.

Da qualche anno l’Amministrazione comunale ha deciso di festeggiare la rinascita di San Benedetto alla vita libera e democratica non solo con la cittadinanza e le autorità ma anche con coloro che, provenienti da altre realtà del mondo, hanno acquisito la cittadinanza italiana e, da quest’anno, anche con i giovani nati in Italia da famiglie provenienti dall’estero che, avvicinandosi alla maggiore età, hanno la possibilità di chiedere la cittadinanza italiana entro un anno dal compimento della maggiore età.

Un tema tornato di recente alla ribalta anche dopo le prese di posizione del neoministro per l’integrazione Cécile Kyenge che, invitata alla cerimonia dal sindaco Giovanni Gaspari, ha inviato una lunga lettera nella quale, tra le altre cose, si legge: “Dobbiamo imparare dai giovani che non vivono le differenze di origini come un limite, ma come un valore: essi sono lo specchio di un Paese che è già meticccio, sono la promessa di una società plurale ed inclusiva, dove l’altro non è un rivale ma un amico”.

Nel suo intervento, il sindaco Gaspari, ricollegandosi alle parole del ministro Kyenge, ha affermato che i concetti espressi dal Ministro “delineano un obiettivo che noi tutti abbiamo il dovere di raggiungere. Se si nasce in un luogo, si è figli del luogo dove si cresce perché lì si hanno i propri affetti e si hanno i propri riferimenti culturali. Come amministratori – ha aggiunto – abbiamo il dovere di diffondere l’opportunità che la legge offre ai cittadini stranieri nati in Italia di fare la scelta democratica di diventare italiani. Oggi festeggiamo anche la Liberazione di San Benedetto – ha proseguito – non è superfluo ricordare che la Liberazione della città è un valore che va conservato, coltivato e aiutato a crescere per far sì che le nostre radici non vengano estirpate ma, al contrario, rafforzate per condividerne la valenza con i nostri nuovi concittadini”.

Ha poi preso la parola la giovane Marianna: “”Sono nata in Italia 18 anni fa da genitori arrivati 22 anni fa in Italia per studiare e mi sento italiana. Per me la cittadinanza è l’affermazione del sentimento di appartenenza ha detto – è qualcosa di più che una semplice parola. Non avere la cittadinanza per me vuol dire fare delle rinunce. Lo scorso anno avevo vinto un viaggio a Dublino con la scuola e ho avuto problemi con i documenti. Mi spiace, come immigrata e come donna, di non poter votare perché so quante donne hanno lottato in passato per ottenere il diritto di voto, alcune dando la propria vita. Auspico che il dilemma di cui si discute oggi in Italia sul diritto di cittadinanza possa essere risolto, anche se so che a volte i passi importanti possono spaventare”.

La seconda parte della cerimonia si è poi sviluppata con l’intervento della presidente del Circolo dei Sambenedettesi Benedetta Trevisani la quale ha svolto un’analisi semantica più che storica: “Libertà e liberazione – ha infatti detto – hanno significati diversi ma una radice comune e la prima si conquista attraverso la seconda. Oggi celebriamo l’azione della liberazione, ovvero l’impegno di molta gente e il sacrificio di molti partigiani che sono morti per l’idea sublime di libertà”.

Poi ha ricordato anche l’episodio avvenuto pochi anni dopo la fine della guerra in cui furono coinvolti quattro bambini sambenedettesi di 6, 9, 11 e 12 anni che, raccogliendo bombe a mano inesplose ritenendoli pezzi di ferro da smontare e rivendere, furono uccisi dall’esplosione. “Noi siamo qui anche per ribadire che la guerra è sempre una cosa brutta e testimoniare il nostro impegno affinché nessuno debba più soffrire per decenni come accaduto alle famiglie di quei bambini” ha conclusola prof.ssa Trevisani.

Quindi a tutti i neo cittadini presenti è stata simbolicamente consegnata una copia della Costituzione della Repubblica Italiana.

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