“Oratorio”, “giovani strani”, “Essere pastori con l’odore delle pecore”

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Pubblichiamo la riflessione di un nostro lettore che vuole firmarsi “Pasquino

Premessa della redazione: Sabato 15 giugno si è tenuto presso l’ostello di Montelparo l’incontro organizzato dagli oratori Diocesani, le foto sono state inserite dal nostro archivio.

Lettera: “L’oratario, per me è stata una dolce riscoperta, mi ricordo quando da piccolo frequentando la parrocchia ci ritrovavamo dopo il catechismo per giocare insieme negli spazi attigui alla Chiesa.
Non ci veniva chiesto se facessimo parte del gruppo, o le iscrizioni di adesione, che forse servono per ricevere degli sconti in un non so quale super mercato, l‘oratorio accoglieva tutti, ed ancora succede tutt’oggi.

Vi cito un passaggio di Don Vinicio Albanesi tratto dal libro “i tre mali della Chiesa”.
Don Vinicio “Oggi sembra diverso: l’attenzione è stata spostata sul metodo. Sembra che “La salvezza” derivi da quel “cammino” o da quel “Movimento” e non invece, come sempre, dalla grazia di Dio.
Si elemosinava approvazioni papali per poi dichiarare che “la verità” passa attraverso la propria strada.
Le conseguenze nefaste si esplicitano in una corsa alla fedeltà alla gerarchia, per poter diventare i “i prediletti” del momento.
Lo spirito soffia dove vuole e la libertà di seguire il proprio percorso di fede è data dall’essere figli e non dall’essere sudditi. Figli di Dio e di nessun’altro. … Sta prevalendo l’affiliazione, che ha l’obbiettivo, nemmeno celato, di portare risultati: quante vocazioni, quanti membri, quante sedi”.

GIOVANI STRANI – Don Gianluca Pelliccioni “Oggi non vi ho accolto perchè dovevo, non vi ho accolto per amicizia, vi ho accolto perchè Cristo è venuto a trovarmi!”.
I miracoli di tutti i giorni che ci fanno comprendere che Gesù è sempre in mezzo a noi.
Oltre 150 giovani invece di andare al mare con gli amici o di uscire il sabato sera sono stai li, per prepararsi ad accogliere questa estate migliaia di ragazzini in tutta la diocesi per proporgli un’estate all’insegna del sano divertimento in parrocchia.
Questo a dimostrazione che i giovani se hanno una proposta diversa, vera, appassionata, si lasciano coinvolgere.
Una frase scontata, ma che si riscontra con una testimonianza vera e vissuta, che vale molto più di molti sermoni.

ESSERE PASTORI CON L’ODORE DELLE PECORE – “Tanti i sacerdoti presenti che hanno fatto “avanti e indietro” dalla propria parrocchia (Montelparo dista circa 45 minuti da San Benedetto del Tronto) per poter stare con i propri giovani, per seguirli, per “avere il loro odore”. Si sono “sporcati” giocando insieme a loro, danzando, standogli vicino.

Questa è la bella Chiesa che ci piace, che c’è e che continua a camminare nonostante tutto”.

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