Settimanali DIocesani

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ITALIA – “Il vero tema è il pluralismo, non il contributo ai giornali”. Abbiamo ascoltato queste parole, ieri, durante l’incontro con il senatore Giovanni Legnini, il nuovo sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per l’editoria. Nel giro di quattro giorni, la Fisc, la Federazione italiana settimanali cattolici (186 testate, quasi un milione di copie a settimana) è stata ricevuta due volte. La prima, lunedì scorso, assieme a tutte le altre sigle del comparto, la seconda, per una presa di contatto diretta e per la reciproca conoscenza.
Possiamo affermare che il clima appare completamente mutato, anche rispetto a un recente passato.
La disponibilità al dialogo, all’ascolto e alla condivisione è emersa in tutta evidenza durante il colloquio con il neo sottosegretario
che, per l’occasione era accompagnato dal senatore-consigliere politico Roberto Di Giovan Paolo e dal consigliere-capo dipartimento Ferruccio Sepe. I tempi sono durissimi per tutto il settore, acuiti da una congiuntura economica sfavorevole che incide non poco sulle vendite, sulla pubblicità e sui bilanci dello Stato. A questo si aggiunge l’avvento della Rete che porta con sé una vera e propria rivoluzione per l’intero settore. Rivoluzione che ancora gli editori non sanno come affrontare, visto il continuo evolversi dei mezzi e delle possibilità che gli stessi strumenti offrono e moltiplicano ogni giorno.
Ecco perché, ancora una volta, abbiamo ribadito la necessità di poter contare su risorse certe. In quest’ottica abbiamo accolto con estremo favore il desiderio di assicurare almeno cento milioni annui a quei giornali (oltre duecento) che garantiscono una pluralità di presenze nelle edicole e favoriscono il dibattito culturale all’interno delle comunità locali e di quella nazionale.
I settimanali diocesani ricevono “briciole di contributi”, come abbiamo ricordato in numerosissime occasione, ma per oltre 70 testate associate alla Fisc quelle briciole sono importanti, spesso essenziali. Da sempre abbiamo manifestato il nostro favore per un intervento dello Stato nel delicatissimo settore dell’editoria, non certo per elargire privilegi o per esercitare un deleterio assistenzialismo, ma per sostenere e favorire la libertà d’informazione, a volte minacciata anche da un mercato pubblicitario tutto sbilanciato verso i grandi network e senza correttivi adeguati.
Sul tappeto ci sono altre delicate vicende di fronte alle quali la Fisc, con i suoi giornali associati, di certo non si sottrae. Anzi, al sottosegretario abbiamo manifestato ogni più ampia disponibilità al confronto, facendo notare, tuttavia, la particolarità delle nostre aziende, tutte non profit. Aziende in genere piccole, ma vere e proprie scuole di formazione per chi desidera avviarsi alla professione giornalistica. Sono infatti migliaia i collaboratori che gravitano attorno ai nostri giornali e molto numerosi coloro che, negli anni, hanno scritto i primi articoli di una carriera spesso brillante sulle colonne di un giornale diocesano. Inoltre, anche il volontariato, quello vero e professionale, rappresenta una risorsa da valorizzare e da tutelare, di fronte alla quale occorre attrezzarsi per evitare forme di sfruttamento mascherate.
Infine, abbiamo invitato il sottosegretario Legnini alla nostra prossima assemblea elettiva di novembre (28-30). Sarà un’altra importante occasione di confronto sul dualismo-alleanza tra carta stampata e web e per conoscere dal vivo la realtà della Fisc, un’associazione di editori rappresentata da direttori. Un unicum nel suo genere, con lo scopo dichiarato fin dalle testate dei nostri giornali: leggere la realtà, nulla escluso, alla luce dell’esperienza cristiana.

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