Abortire è la scelta giusta? O è una scelta devastante?

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Molti, a seguito dell’articolo sulla Legge 194, ci hanno chiesto di tornare sull’argomento, in particolare sul tema aborto.
In particolare vogliamo rivolgerci ai giovani.

Che cosa dire? Che non si dovrebbe mai arrivare all’aborto.
Ciò che sembra facile, semplice da giovani, poi con la maturità, si rivela devastante.
Né si può dire che un embrione non sia una persona: lo è eccome! Solo che è fragile, piccolo  e indifeso.
Soprattutto non può parlare, non può dire ancora : “Mamma”, ma se lo lasciamo crescere, lo farà.
Le anziane raccontano che le donne che abortiscono volontariamente sono tormentate per sempre, fino alla morte.
Sono tanti i casi di donne abortiste che si svegliano di soprassalto nel cuore della notte sentendosi chiamare : “Mamma!” e sentendo piangere un neonato.
Suggestione? Forse, ma questo ci dimostra che l’aborto non è un fatto facile e la psiche di una donna lo sa benissimo.
Perché in fin dei conti un figlio che si abortisce è un figlio che ti muore dentro e che tu uccidi.
Come si fa a decidere di uccidere spontaneamente il proprio bambino? Pensare di scordarsi di come sarebbe stato, se lo avessimo lasciato vivere, di che colore avrebbe avuto gli occhi, i capelli, quale timbro di voce argentina o sentire le sue manine intorno a noi?
Ci sono video terribili di aborti in diretta, dove si vede il bimbo cercare di ripararsi istintivamente con le manine minuscole, dal ferro del medico che cerca di arpionarlo e frantumarlo per ucciderlo…
Non lo fate, ragazze, veramente, ve ne pentireste per tutta la vita, non lo fate.
Se vi succede di rimanere incinte e siete sole, lui non c’è ( ..e non sarebbe dovuto accadere per molti motivi!!), sappiate che se vi rivolgerete ad un consultorio (oltre a quello diocesano, se non vi va di andarci, a San Benedetto ne abbiamo uno anche pubblico in Viale dello Sport, molto serio), vi aiuteranno e sosterranno.
Vi faranno visite gratuite e controlli senza dirlo a nessuno, anche se siete minorenni.
In ospedale potrete partorire in segreto e dare il bambino in adozione ad una famiglia controllata, se proprio ritenete che non volete tenerlo.
In due-tre giorni tornate a casa e nessuno saprà niente.
Inoltre al consultorio ci sono psicologi gratuiti e personale qualificato che vi aiuterà a dirlo in famiglia, nessuno potrà farvi del male, sarete protette dai Servizi Sociali, che proveranno anche a chiedere ai vostri genitori se sono disposti ad aiutarvi a tenere il bambino, il che sarebbe la cosa migliore e più bella. Ma abortire, mai.

Susanna Faviani

Giornalista pubblicista dal '98 , ha scritto sul Corriere Adriatico per 10 anni, su l'Osservatore Romano , organo di stampa della Santa Sede per 5 anni e dal 2008 ad oggi scrive su L'Avvenire, quotidiano della CEI. E' Docente di Arte nella scuola secondaria di primo grado di Grottammare.

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