Le Marche al Salone del Libro di Torino

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REGIONE MARCHE – “Siamo una delle sette Regioni presenti a Torino, con una partecipazione ventennale che sottolinea l’importanza che attribuiamo all’editoria per la crescita culturale e turistica delle Marche e per la valorizzazione economica del comparto”. Lo ha affermato l’assessore alla Cultura, Pietro Marcolini, in apertura delle manifestazioni in programma alla Salone del Libro di Torino, nello stand della Regione Marche. Il denso programma delle iniziative ha dato spazio a una serie di presentazioni editoriali. In occasione dei cento anni dalla nascita di Pietro Zampetti e di due dalla sua scomparsa, la Regione Marche ha promosso la figura dell’illustre marchigiano.
L’opportunità è stata data dalla presentazione del cofanetto video: Da Zampetti a Zampetti… ricordando. Racconti e testimonianzededicato dalla Giunta regionale al professore che ha conquistato un posto di rilievo nel mondo dell’arte internazionale.
“Dai racconti, le interviste, i ricordi e le testimonianze dirette di Pietro Zampetti  – ha evidenziato Marcolini – emerge tutta la ricchezza della sua personalità, la sua dimensione umana e le sue innumerevoli esperienze, la sua attività di storico dell’arte e di studioso, di docente e di instancabile divulgatore. Nel DVD video la sua immagine si fa viva e reale.
È lo stesso Zampetti a illustrare con passione, in un racconto serrato e coinvolgente, eventi memorabili ed esaltanti scoperte artistiche. Sono le sue parole a far affiorare dal passato luoghi dimenticati e personalità lontane nel tempo e a narrare, con altrettanta semplicità e vivacità, non solo i successi conseguiti e le attestazioni di stima ricevute, ma anche le delusioni e le amarezze di una lunga vita dedicata alla ricerca, allo studio, alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio artistico”.

Attraverso un percorso guidato e condotto sul “filo della memoria”, Zampetti traccia con passione e partecipazione un percorso nell’arte delle Marche, passando in rassegna fenomeni artistici, pittori, che scopre, rivaluta o recupera dall’anonimato e capolavori che rilegge con acume e sensibilità, contribuendo a diffondere e far conoscere l’arte e a formare nuove generazioni di studiosi.

Diversi e interessanti sono risultati gli altri appuntamenti che si sono susseguiti nello stand della Regione Marche che hanno sempre visto la partecipazione dell’assessore Marcolini.

Iniziando dal libro di Fabio Santilli (edito dal Centro studi Gabriele Galantara) “Segni di gloria” che ripercorre la Storia d’Italia nella stampa satirica dal Risorgimento alla Grande Guerra. Per proseguire con quello della sociologa Lella Mazzoli e del giornalista Giorgio Zanchini (“Utopie. Percorsi per immaginare il futuro” – Codice Editore) che hanno interrogato alcuni protagonisti del panorama culturale italiano per tracciare una mappa ideale del futuro. Significativo anche il volume di Carlo Scheggia “La storia del Nabucco”, rivolto ai bambini dagli 8 agli 11 anni di età. Il libro, illustrato a colori, presenta la storia verdiana di Nabucco. Fa parte del nuovo corso del Macerata Opera Festival per promuovere la lirica al “pubblico di domani”.

A seguire si è svolta la presentazione della rivista “Storia delle Marche in età contemporanea” a cura di Marco Severini. Propone alcune ricerche sulle professioni che meglio hanno caratterizzato il territorio marchigiano tra ‘800 e ‘900, insieme ad alcuni saggi dedicati all’attuale situazione politica nazionale, con interventi di storici, giuristi e una serie di lavori di storia politica, sociale e intellettuale sul contesto marchigiano, italiano e internazionale.

Altra questione proposta sono state le politiche culturali, nel corso della presentazione del volume “La Cultura per ripartire. Gli intellettuali per le Marche”, a cura di Valentina Conti per i tipi di Affinità elettive. Una sfida ardua da affrontare se la cultura non diventa una priorità dell’investimento pubblico. “La cultura è il nostro futuro, perché i contributi che ne possono derivare, in termini di innovazione di sistema e risposte all’apparato produttivo, sono superiori ai bisogni che chiedono di essere riconosciuti – ha ribadito l’assessore Marcolini – Con l’aiuto degli intellettuali si è cercato di compiere un passo ulteriore nella direzione della riorganizzazione dell’intervento regionale nella cultura e della ridefinizione condivisa delle politiche culturali in tempo di crisi, riscrivendo obiettivi, funzioni e possibilità, in una prospettiva di medio periodo che guardi alla Marche del 2020”.

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