Gli studenti sambenedettesi hanno visitato il campo di Mauthausen

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MAUTHAUSEN– Dal 24 al 28 aprile, cinquantasei studenti di Liceo Scientifico, Classico e I.T.C. di San Benedetto del Tronto, accompagnati da cinque docenti e dall’assessore alle politiche giovanili Marco Curzi, hanno partecipato al viaggio d’istruzione al campo di concentramento di Mauthausen e a Steyr, città gemellata con San Benedetto.

Come ogni anno il viaggio si è svolto nella settimana del 25 aprile per far conoscere ai ragazzi i luoghi del dolore come quello del campo di concentramento e dunque le ragioni profonde all’origine dei movimenti di Resistenza e la lotta di liberazione dai nazifascisti in Italia e in tutta Europa.

Nella mattinata del 25 aprile la delegazione ha visitato la fabbrica, situata nei dintorni di Steyr, dove vengono assemblati motori BMW destinati in gran parte all’esportazione, mentre il pomeriggio è stato dedicato alla visita alla città di Linz, città dal grande valore strategico per il Terzo Reich e la Germania Nazista di Hitler.

Il gemellaggio con la municipalità di Steyr è stato rinnovato nella giornata del 26 aprile con il tradizionale scambio di doni tra l’assessore Marco Curzi e il sindaco austriaco Gerald Hackl. Successivamente i ragazzi italiani sono stati accompagnati in una visita alle scuole austriache (istituto commerciale, alberghiero e liceo linguistico) e alla città di Steyr.

L’ultima giornata è stata riservata alla visita del campo di concentramento di Mauthausen che si trova a pochi chilometri da Steyr. Oltre alla commozione per la scoperta di un luogo in cui il dolore è ancora palpabile, gli studenti sambenedettesi hanno raccolto l’invito loro rivolto da Aldo Da Pavia, dell’Associazione Nazionale Ex Deportati – Aned di Roma, che qualche giorno prima della partenza aveva tenuto una lezione insieme allo storico Costantino di Sante in Auditorium: hanno sceso i 186 gradini della “scala della morte”, rendendosi conto così della sofferenza che il nazifascismo procurò a migliaia di uomini colpevoli solo di non essere di razza ariana.

“Sono stati quattro giorni molto intensi – dichiara l’assessore Curzi – i ragazzi hanno vissuto un momento molto toccante nella visitare il campo di concentramento quando, scendendo i gradini della scala, si sono immedesimati nei tanti uomini che sono morti a causa della ferocia con cui il nazifascismo ha violato ogni diritto umano. Il viaggio – prosegue Curzi – è stato anche occasione per rinnovare il gemellaggio che ci lega ai nostri fratelli austriaci di Steyr anche attraverso un’amichevole di calcio in cui lo spirito di competizione ha lasciato il posto all’amicizia”.

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