Anch’io sono stato un embrione

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Ecco cosa dice la Chiesa, da leggere attentamente Staminali, cosa pensa la Chiesa?

Il volto di questo bimbo è davvero tutto un programma. Si può immaginare perché i creativi abbiano scelto proprio lui per la campagna italiana “Uno di Noi”. Non conosciamo il suo nome, ma vorremmo abbracciarlo, stropicciarlo, baciarlo dappertutto, fargli il solletico e strappargli un sorriso. Questo bimbo bellissimo, come sono bellissimi tutti i bimbi del mondo, un giorno è stato un embrione. O meglio, come dice un grande poeta italiano come Davide Rondoni, è stato sin dall’inizio un figlio.
Come certamente lo ha chiamato, sin da subito la sua mamma, quando ancora nel pancione.
È questo bimbo che ci chiede di non dimenticare tutti quegli altri figli a cui il futuro è negato a causa delle sperimentazioni effettuate nei laboratori d’Europa, dove, a motivo della ricerca, gli embrioni umani vengono sacrificati. Eliminati prim’ancora che possano sorridere al mondo che li aspetta. Un mondo che sa che hanno dei diritti sin da subito, sin dal primo istante, ma che preferisce volgere lo sguardo altrove.
Questo bimbo ci dice: “Anch’io sono stato un embrione. Puoi metterci la firma”. Noi tutti conosciamo questa profonda verità della nostra vita. E sappiamo che i nostri genitori hanno scommesso tutto su di noi. Di generazione in generazione.
Ora i cristiani d’Europa stanno firmando una petizione perché gli esperimenti sugli embrioni umani vengano fermati. Un milione di firme sono tante, ma ci sarà pure un milione di donne e di uomini giusti, in questo nostro continente…

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