Sfamare due bambini piccoli con 14 euro al mese, non mangiare per 2 giorni, lavorare per uno stipendio che non consente di fare la spesa

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Di Silvia Guzzetti

Sfamare due bambini piccoli con 14 euro al mese, non mangiare per 2 giorni, lavorare per uno stipendio che non consente di fare la spesa. Capita in Inghilterra dove il governo di David Cameron ha introdotto i tagli più severi al sistema del welfare dal dopoguerra. A Borehamwood, una cittadina a 20 minuti dal centro di Londra, un parroco coraggioso, don Dominic McKenna, ha aperto una banca del cibo ecumenica guidando una resistenza alla povertà che ricorda il Terzo Mondo. Nel suo racconto emerge come sia Papa Francesco ad ispirarlo, perché gli “ultimi” possano avere dignità e amore insieme alle scatolette di fagioli in scatola.

Denutriti nell’Inghilterra del 2013. Taylor, 2 anni e George 5 non hanno frutta e verdura fresca da mangiare e neppure carne o pesce. “Il sussidio che mi passa lo Stato perché non lavoro e ho due figli piccoli prevede 12 sterline (14 Euro) al mese per il cibo”, spiega Marie, la mamma, una ragazza madre di 28 anni. “Con questa cifra compro solo quei cibi conservati che costano di meno, bastoncini di pesce e patatine. Ho dovuto trasferirmi in una camera singola in un ostello perché il padrone dell’appartamento di due camere dove abitavo prima ha aumentato l’affitto e mi ha sfrattato”, continua Marie. “I vicini mi guardano dall’alto in basso perché pensano che sfrutti lo Stato, ma l’anno prossimo, appena Tyler va all’asilo, mi cerco un impiego”.

In lei il riflesso di Dio. Marie frequenta la chiesa di santa Teresa del bambino Gesù, a Borehamwood, una cittadina povera a 20 minuti di treno a Nord dal centro di Londra, che don Dominic McKenna riesce a riempire, alla domenica, con circa 800 persone. “In Marie, che sperimenta una povertà che nel nostro mondo, il primo, non il terzo, non dovrebbe esistere, vedo un riflesso di Dio proprio come ci ha invitato a fare il Papa. Un riflesso del suo amore per i figli più poveri e dimenticati”.

Borehamwood, tra i più poveri di Londra. “Soltanto il 10% dei miei fedeli è benestante”, continua don McKenna che, per strada, saluta una persona ogni mezzo minuto. “Il 20% sono poverissimi e il resto ce la fa soltanto perché ha uno stipendio. Nel dopoguerra sono stati trasferiti qui, in case popolari, centinaia di famiglie che abitavano nei tuguri di Londra. Poi una parte degli Elstree studios, dove sono stati girati i film “Indiana Jones” e “Il discorso del re”, e altre industrie hanno chiuso. E la povertà ha cominciato a dilagare. Qui, per la strada principale si trovano soltanto gli “charity shops”, ovvero negozi con merce di seconda mano, agenzie per le scommesse e pub. Oggi arrivano qui famiglie giovani, che ottengono un mutuo per la prima casa, meno costoso di quello che avrebbero a Londra e immigrati irlandesi, polacchi, filippini, nigeriani e dell’est europeo”.

Una banca del cibo ecumenica. A questo parroco dalla fede e dall’entusiasmo straordinari, molto amato anche dai fedeli delle altre denominazioni cristiane, il comune ha chiesto, quest’anno, di aprire una banca del cibo per far fronte ai tagli ai sussidi più drastici degli ultimi 60 anni di storia inglese, introdotti all’inizio di aprile dal Primo ministro David Cameron. Insieme ad altre 10 chiese locali e alla comunità ebraica don McKenna ha avviato una raccolta di cibo donato da chiese, ditte e banche locali che viene distribuito in sacchetti destinati a sfamare una famiglia o un individuo per tre giorni.

Ispirati dal nuovo Papa. “In 2 settimane abbiamo avuto 50 visitatori”, spiega Kristan Payne che appartiene alla “International Christian fellowship”, un movimento carismatico evangelico protestante ed è responsabile della banca del cibo. “Spesso hanno un lavoro ma non ce la fanno a pagare tutte le spese. A Pasqua è venuta una signora che non mangiava da due giorni”. Kristan Payne non è cattolica, ma è impressionata dall’umiltà del nuovo Papa: “Sembra proprio il leader di cui abbiamo bisogno in questo momento, un santo Padre attento ai più poveri, scelto proprio quando la crisi si fa più dura”, dice.

La chiesa non è una Ong. Elezione di Papa Francesco, nuovi tagli introdotti da David Cameron e avvio della banca del cibo. In questa coincidenza di avvenimenti don Dominic McKenna e Kristan Payne vedono la mano di Dio che li guida a raggiungere gli ultimi non soltanto con scatolette di fagioli in salsa di pomodoro. Proprio come vorrebbe Papa Francesco che ha detto “la Chiesa non è una Ong, è una storia d’amore”. La responsabile della banca del cibo racconta dell’imbarazzo e della vergogna di chi viene alla food bank. “Non mi limito ad allungare il sacchetto della spesa, ma do loro una tazza di tè e un biscotto e le invito a chiacchierare”, spiega la direttrice della banca del cibo che aggiunge: “Se ne vanno con la testa alta e una nuova speranza nel cuore”. “Ricevere sussidi diminuisce la dignità di una persona, e questo governo tratta chi lo fa come se fosse un ladruncolo non degno di rispetto. Certo, c’è chi approfitta del sistema, ma si tratta di una minoranza”, aggiunge don McKenna. “Ci aiuta così tanto sapere che per Papa Francesco i poveri sono una priorità, come ha detto fin dall’inizio del suo pontificato”, spiega il parroco di Borehamwood. “Ogni sua parola ci dice che stiamo tornando ai valori del Vangelo. Ovvero, non ci occupiamo dei poveri perché pensiamo alla nostra salvezza personale, ma perché li amiamo davvero come ha fatto Gesù”.

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