Tra il Papa e Peres parole coraggiose

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Oggi, nel Palazzo Apostolico Vaticano, Papa Francesco ha ricevuto in udienza Shimon Peres, presidente dello Stato d’Israele, che ha incontrato successivamente anche il segretario di Stato, cardinale Tarcisio Bertone, accompagnato dal segretario per i rapporti con gli Stati, arcivescovo Dominique Mamberti.

“Tutto il popolo d’Israele l’aspetta”. Trenta minuti d’incontro che sono serviti per parlare di temi relativi al conflitto israelo-palestinese, alle tensioni nella regione, con particolare riferimento alla Siria, fino alle relazioni tra Israele e Santa Sede e tra le autorità israeliane e le comunità cattoliche locali. All’inizio dell’udienza, proprio al momento della prima stretta di mano, il presidente d’Israele ha chiesto a Papa Francesco di “pregare per tutti” reiterando l’invito a visitare Israele fatto lo scorso 13 marzo. “La aspetto a Gerusalemme, non solo io ma tutto il popolo d’Israele” sono state le parole di Peres che ha anche detto al Papa: “Domani andrò ad Assisi e lì pregherò per lei”. Nella città della pace il presidente israeliano riceverà la cittadinanza onoraria e sarà insignito della Medaglia all’onore della pace. Nel consueto scambio di doni, il Papa ha dato al presidente d’Israele tre medaglie. Peres ha invece donato al Pontefice una “Bibbia di Gerusalemme” rilegata in pelle nera e con la scritta in ebraico e in inglese. Sul libro Peres aveva scritto anche una dedica, citando versetti tratti dal Libro dei Re: “A Sua Santità Papa Francesco. Che lei possa prosperare in tutto quello che fa e dovunque lei vada. Con profonda stima”.

Il comunicato dell’incontro. Secondo quanto riferito dalla sala stampa della Santa Sede, nel corso dei colloqui, definiti “cordiali”, è stata affrontata “la situazione politica e sociale del Medio Oriente, dove perdurano non poche realtà conflittuali. Si è auspicata una pronta ripresa dei negoziati tra israeliani e palestinesi affinché, con decisioni coraggiose e disponibilità da ambedue le Parti, nonché con il sostegno della comunità internazionale, si possa raggiungere un accordo rispettoso delle legittime aspirazioni dei due Popoli e così contribuire risolutamente alla pace e alla stabilità della Regione”. Durante l’incontro si è parlato anche dell’“importante questione della Città di Gerusalemme” e manifestata “particolare preoccupazione per il conflitto che affligge la Siria per il quale si è auspicato una soluzione politica, che privilegi la logica della riconciliazione e del dialogo”. Altre questioni sul tappeto sono state quelle “riguardanti i rapporti tra lo Stato d’Israele e la Santa Sede e tra le Autorità statali e le comunità cattoliche locali. Sono stati apprezzati, infine, i notevoli progressi fatti dalla Commissione bilaterale di lavoro, impegnata nell’elaborazione di un Accordo su questioni di comune interesse, per il quale si auspica una pronta conclusione”.

Le reazioni della Custodia di Terra Santa. “Un’udienza che, stando alla nota della sala stampa, chiarisce in modo ulteriore le posizioni della Santa Sede su temi che suscitano particolari attese in Terra Santa e in tutta la regione e che sono la questione del conflitto tra israeliani e palestinesi, lo status di Gerusalemme, che da tempo non si sentiva nominare, il negoziato bilaterale tra Santa Sede e Israele per l’accordo fondamentale”. Il fatto che “siano stati citati così chiaramente dimostra un’attenzione rinnovata e anche coraggio”. C’è soddisfazione nel custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa, nel commentare al Sir, l’esito dell’incontro di questa mattina tra Peres e Papa Francesco. “Uscire in maniera chiara sul conflitto israelo-palestinese, per il quale si chiedono decisioni coraggiose e disponibilità da ambedue le parti in lotta, rivela intenzioni molto forti da parte della Santa Sede di lavorare per la ripresa dei negoziati e di guardare avanti con coraggio. Credo che l’opinione pubblica israeliana accoglierà positivamente queste dichiarazioni, aiutata anche dalla guida di un governo, meno di destra rispetto al precedente, che mostra di capire che il Medio Oriente è cambiato e che è tempo di muoversi”. La visita in Italia del presidente Peres era stata preceduta da alcune sue dichiarazioni rilasciate a giornali italiani. In una, in particolare, Peres confermava, parlando del Cenacolo sul monte Sion, a Gerusalemme, del quale i francescani rivendicano la proprietà, oggetto di discussione tra Santa Sede e Israele, che “è stato trovato un compromesso”. Una conferma in tal senso arriva anche dal custode che, però, avverte: “Per arrivare alla firma occorrono ancora delle trattative”.

Peres dal premier Letta. La giornata del presidente israeliano è stata anche caratterizzata dall’incontro con il presidente del Consiglio, Enrico Letta. “Nella lunga e cordiale conversazione – riferisce una nota della presidenza del Consiglio – Letta e il presidente israeliano hanno discusso delle principali questioni regionali: dalla crisi siriana, alle prospettive nel processo di pace con i palestinesi dopo il viaggio del presidente Obama nella regione; dalla questione nucleare iraniana fino agli sviluppi nel processo di assestamento dei Paesi toccati dalle Primavere arabe”. I due hanno, inoltre, affrontato i temi della cooperazione bilaterale, anche alla luce degli “eccellenti esiti dell’ultimo Vertice intergovernativo tenutosi nell’ottobre 2012, confermando l’intenzione di proseguire nel cammino di continuo rafforzamento e intensificazione dei rapporti bilaterali, con lo svolgimento di un nuovo Vertice nel 2013”.

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