Non violenza come scelta

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di Giovanna Pasqualin Traversa

Spalancare la finestra del futuro, progettando insieme, osando insieme, come suggeriva don Tonino Bello: questo l’impegno assunto e rilanciato da Pax Christi Italia (www.paxchristi.it) al termine del congresso nazionale conclusosi a Roma.
Leit motiv dell’appuntamento, “È l’ora della nonviolenza”. Nel suo messaggio ai partecipanti, a firma del cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, Papa Francesco aveva espresso l’auspicio che l’incontro potesse suscitare “un rinnovato impegno di promozione dei valori universali della pace, della giustizia e della solidarietà, sull’esempio luminoso di S. Francesco d’Assisi, affinché all’odio subentri l’amore, alla vendetta il perdono e all’egoismo la condivisione fraterna”.

Uno “spirito nuovo”. Parole recepite dai congressisti che, in sintonia anche con quanto affermato da monsignor Mariano Crociata, segretario generale della Cei, nel suo saluto in apertura dei lavori, nel documento conclusivo accolgono “con speranza lo spirito nuovo introdotto da Papa Francesco nella Chiesa, perché il popolo di Dio possa sempre più radicare il proprio impegno verso la nonviolenza, la pace, la salvaguardia del creato e verso una vera condivisione con gli ultimi e con le ‘periferie esistenziali’, oggi sempre più popolate”. Solo così, assicurano, “potremo essere tutti ‘l’uomo della pace, l’uomo povero che custodisce il creato’”, secondo quanto auspicato dal Pontefice lo scorso 16 marzo.

Ritorno alla politica. “Dalla fiducia negli eserciti e nelle armi – l’esortazione contenuta nel documento -, passiamo alla ricerca della pace con mezzi pacifici; dalla condizione di sospetto e di squalifica di chi proviene da altre culture, all’accoglienza e alla valorizzazione delle diversità”. Il movimento “esprime forte preoccupazione per il clima di chiusura nei propri interessi personali o di gruppo che oggi sia la politica che la società esprimono, eludendo cosi al compito autentico di rispondere ai bisogni essenziali della gente e alla salvaguardia dei diritti costituzionali”. Di qui l’auspicio di un ritorno alla politica, “arte nobile e difficile” (GS 75), come cura del bene comune, che favorisca ogni forma di partecipazione, di costruzione di possibilità di convivenza civile e democratica, aperta al confronto e al dialogo tra parti diverse”.

Il compito della scuola. La presenza di Josè Henriquea, segretario generale di Pax Christi International, ha evidenziato “la necessità di un impegno per il disarmo e la salvaguardia dei diritti anche oltre confine: che ci siano ‘larghe intese’ per la pace, contro le guerre e contro il riarmo nucleare, le spese militari, il progetto folle di investimento negli F35”, l’ulteriore sottolineatura. Dal movimento l’invito a ripartire dalle scuole, con chiaro riferimento alla campagna “Scuole smilitarizzate” e al relativo Manifesto in dieci punti, presentati il 26 aprile, primo giorno del congresso. Pax Christi chiede di “disarmare” gli istituti di istruzione “restituendo loro la vocazione educativa e formativa”, ed esprime “un chiaro dissenso rispetto alle attività promozionali dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica militare” rilanciando “l’urgenza di una scuola capace di educare alla nonviolenza, alla pace e alla cittadinanza attiva”.

No alla parata del 2 giugno. Dai congressisti, inoltre, il rilancio di un deciso “no” all’inquadramento dei cappellani militari come ufficiali all’interno delle Forze armate italiane, e la rinnovata richiesta, anche per il 2013, di “cancellazione dell’inutile parata militare che fa sfilare armi e soldati per festeggiare la nostra Repubblica, soprattutto in questo momento di crisi economica”. Ieri si sono svolti alcuni gruppi di lavoro su disarmo e bene comune, giustizia sociale ed economia democratica, democrazia e cittadinanza, Chiesa in cammino e profezia della pace, respirare col mondo, oltre ad una serata su don Tonino Bello con la proiezione del film “L’anima attesa”, e la rappresentazione di un’opera teatrale dedicata alla figura del sacerdote già presidente dell’associazione dal 1985 al 1993. Ieri mattina i 209 partecipanti hanno eletto il nuovo Consiglio nazionale.

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