Ci sarà un ritorno al passato per Grottammare, non più riviera delle Palme, ma lido degli aranci? San Benedetto che farà?

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GROTTAMMAREDodici piante d’arancio al posto delle palme rimosse intorno alla scuola elementare Speranza. E’ iniziata da via Marconi la sostituzione degli esemplari di Phoenix Canariensis annientati dal punteruolo rosso. Nelle prossime settimane, invece, avverrà la ripiantumazione di 50 nuove palme del tipo Washingtonia, al posto delle 60 rimosse dalle aiuole del lungomare della Repubblica e viale Colombo.

I lavori sulle palme sono iniziati a partire dal mese di febbraio, prima con il taglio dei fusti e successivamente con l’asportazione dell’impianto radicale con uno speciale macchinario che ha preservato da rotture la pavimentazione stradale.

Una scelta simbolica ha guidato la decisione di ornare la scuola elementare con piante di arancio: “Dopo una lunga riflessione – dichiara il sindaco Luigi Merli – ho preferito destinare al lato est della scuola e nel lato nord dodici piante di arancio, nella considerazione che la vicina via Garibaldi è ornata con aranci e lecci e che l’arancio è la pianta simbolo di Grottammare, mi è sembrato naturale che questa essenza andasse ad arredare uno degli edifici più importanti e storici della città, come la scuola Speranza. Tra l’altro sono piante colorate e profumate”.

Le piante di arancio sono alte circa 2,50 metri e sono state fornite dall’azienda vivaistica locale Santori Pino (costo 120 euro +iva a esemplare).

La prossima settimana, l’ufficio Manutenzioni individuerà il fornitore delle 50 Washingtonia da 3 metri circa di altezza per il lungomare: “Sono piante di facile attecchimento e crescita veloce – spiega sempre il primo cittadino – e bassissimo è il costo, 200 euro a palma. Queste piante consentiranno di mantenere sul lungomare l’idea di paesaggio a cui siamo abituati, cioè un filare di grandi alberi. Continueremo comunque a monitorare e combattere il coleottero e, anzi, a questo proposito va detto che delle 30 palme curate a novembre, 24, cioè l’80%, hanno avuto una ripresa vegetativa. In ogni caso, se gli sviluppi dell’infestazione saranno negativi allora bisognerà prendere decisioni di altro genere”.

San Benedetto invece che deciderà di fare?

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