VIDEO San Basso torna a casa, riapre la Chiesa di Cupra Marittima

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Di Nicolas Abbrescia

CUPRA MARITTIMASan Basso è uno dei Santi e delle celebrità che caratterizzano la nostra Diocesi. Dopo aver anche viaggiato lontano dalla sua Cupra, San Basso tornerà in quella che dal 1888 è la sua casa, la collegiata a lui dedicata, facente capo ad una delle comunità parrocchiali più popolose della nostra Diocesi con 5300 abitanti.

In esclusiva siamo andati a vedere gli ultimi ritocchi prima della grande riapertura: il sarcofago in pietra rossa di Verona è pronto per riaccogliere il Santo, sotto la potente visione di un capolavoro dell’arte, il trittico di Vittore Crivelli rappresentante la Madonna, San Basso in abiti episcopali e un giovine San Sebastiano piagato da numerose frecce.

Sotto la volta del Paùri resi ancor più luminosi dai lavori di restauro, abbiamo raccolto alla vigilia della riapertura, le emozioni di Don Luigino Scarponi, parroco della parrocchia che porta il nome del patrono di Cupra Marittima.

“Un lavoro che è durato tre anni, in realtà da quattro anni è un cantiere aperto, la comunità cuprense non vede l’ora di rientrare in questa bella chiesa. Don Gerardo (Il parroco Emerito di San Basso, ndr) dopo tanto tempo che non entrava ha detto che San Basso è una delle parrocchie più belle della nostra Diocesi. Certamente la nostra comunità è in festa per la riapertura della nostra chiesa e, soprattutto perché la chiesa è anche fatta dei luoghi della città che sono stati coinvolti in questi tre anni (Circolo Tennis, Sala Polivalente, il cortile della Scuola nei mesi estivi)”.

Sulle maestranze che hanno collaborato al restauro: “Posso dire che il Signore, come dice il libro dell’Esodo, ha dato la capacità a maestranze encomiabili a rendere bella e funzionale la nostra chiesa”.

Appuntamento alle ore 21 di sabato 16 marzo; attraverso il bellissimo pavimento in seminato veneziano, sarà il nostro Vescovo a riaprire e consacrare il nuovo altare, a benedire il nuovo ambone, nonché il nuovo fonte battesimale. Un evento che farà riaprire ai parrocchiani, alla cittadinanza, alla Diocesi, ai Turisti e agli amanti della storia dell’arte, un simbolo della nostra Diocesi, rimasto chiuso dopo un restauro lungo trentotto mesi, sotto l’egida delle Sovrintendenze di Urbino e Ancona.

Don Luigino: “Grazie a quanti hanno reso possibile il restauro, dai benefattori a quanti hanno lavorato alla Chiesa e quanti mi hanno aiutato a livello parrocchiale e diocesano. Grazie al nostro Vescovo Gervasio Gestori che ha donato la propria Mitria (copricapo usato dal Vescovo) a San Basso“.

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