La preghiera del nuovo Papa che per essere eletto avrà bisogno di 77 voti

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Il nuovo Papa, appena eletto, mentre esce dalla Cappella Sistina dopo l’atto di omaggio dei cardinali, per andare alla Loggia passa alla Cappella Paolina farà “una breve preghiera personale, silenziosa davanti al Santissimo Sacramento”.
Poi riprenderà il cammino e si affaccerà alla Loggia delle Benedizioni per dare alla folla in Piazza San Pietro il suo saluto e impartirà la prima benedizione “Urbi et Orbi”.
In quest’occasione il protodiacono annuncierà anche l’indulgenza, come si fa a Pasqua e a Natale.
A riepilogare, cosa succede quando un cardinale raggiunge il quorum dei due terzi necessario a essere eletto Pontefice – in questo Conclave almeno 77 voti – è stato padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa della Santa Sede, annunciando la “novità significativa”, per il Romano Pontefice che uscirà dal Conclave che inizia oggi, del momento di “preghiera personale e silenziosa” nella Cappella Paolina. Una volta raggiunto il quorum per l’elezione canonicamente valida del nuovo Papa, il cardinale decano – in questo caso il presidente dell’assemblea, che è il cardinale Re – si rivolge a lui con la domanda: “Accetti la tua elezione canonica a Sommo Pontefice?” E, dopo la risposta, l’altra domanda: “Con quale nome vuoi essere chiamato?”.

La Stanza delle lacrime e l’ossequio dei cardinali. Dopo questa “breve cerimonia” nella Sistina, avviene la bruciatura delle schede e la fumata, che è bianca se l’accettazione è avvenuta. Il Pontefice nuovo va nella cosiddetta “Stanza delle lacrime” per indossare le vesti papali. Fa ritorno nella Sistina, dove si svolge un’altra piccola cerimonia con una preghiera, la lettura di un passo del Vangelo “tipicamente legato al ministero petrino”, e una preghiera in cui – ha spiegato padre Lombardi – “entrano come attori il primo dell’Ordine dei diaconi, il primo dell’Ordine del presbiteri, il primo dell’Ordine dei vescovi”. Poi c’è l’atto di ossequio e di obbedienza dei cardinali al nuovo Papa, sempre nella Sistina. “Il Centro televisivo vaticano monitorerà con le immagini in diretta il comignolo, la mattina e il pomeriggio, in modo tale da controllare in ogni momento se dovesse iniziare una fumata”, ha assicurato il portavoce vaticano. Dalla fumata bianca all’annuncio del nuovo Papa passano circa quarantacinque minuti, “ma con la sosta di preghiera alla Paolina potrebbero diventare di più”. Un’altra informazione importante data ai giornalisti riguarda la messa di inaugurazione del Pontificato, che “può essere celebrata anche in giorno feriale, non necessariamente di domenica, a seconda di quanto è durato il Conclave e di quanto tempo è opportuno dare anche alle delegazioni straniere che vogliano intervenire”.

L’ultima Congregazione generale. 28 interventi, che hanno fatto arrivare a 161 le relazioni totali in Aula, durante tutte le Congregazioni di questi giorni. Sono i “numeri” dell’ultima Congregazione generale del Collegio cardinalizio, la decima, svoltasi stamattina. Erano presenti 152 cardinali, quando all’inizio sono stati sorteggiati i nuovi membri della Congregazione particolare, che devono alternarsi ogni tre giorni e che quindi rimangono in carica anche durante il Conclave: il cardinale Naguib per l’Ordine dei vescovi, il cardinale Ouellet per l’Ordine dei presbiteri e il cardinale Monterisi per l’Ordine dei diaconi. “Qualora il Conclave dovesse durare di più, dovrebbero essere sorteggiati altri tre cardinali”, ha ricordato il portavoce vaticano. Tra i temi degli interventi dell’ultima Congregazione, anche la questione dello Ior, con una “breve relazione” tenuta dal cardinale Bertone in qualità di presidente della Commissione cardinalizia di sorveglianza, “sulla natura dello Ior e sul procedimento di inserimento nel sistema internazionale dei controlli Moneyval”. Anche nella Congregazione di oggi, il tema più ricorrente degli interventi è stato “il profilo e le attese” nei confronti del nuovo Papa.

Il giuramento dei 90 addetti al Conclave. Saranno circa 90 le persone che nel pomeriggio di oggi pronunceranno il giuramento degli addetti al Conclave, previsto dalla Costituzione apostolica “Universi Dominici Gregis” al n. 48. Il giuramento avverrà nella Cappella Paolina, alle ore 17.30, e sarà presieduto dal cardinale camerlengo. Tra le figure fondamentali dei “giurandi”, il segretario del Collegio cardinalizio, che non è un porporato e assiste i cardinali nel corso del Conclave; il maestro delle Cerimonie e i cerimonieri; i religiosi e le religiose addetti alla sagrestia del Conclave, la sagrestia papale. Poi ci sono ancora i religiosi per le confessioni, i medici e gli infermieri, il personale di servizio della mensa e delle pulizie in Santa Marta, i servizi tecnici, gli autisti del pulmino con cui i cardinali si spostano da Santa Marta al Palazzo apostolico, gli addetti alla sorveglianza della Guardia Svizzera e della Gendarmeria. Insomma, tutta una serie di figure che aiutano, collaborano all’interno della Sistina e quindi devono fare giuramento di riservatezza”, come previsto dalla Costituzione di Giovanni Paolo II.

Pronta la Sistina, domani la messa e l’ingresso in Conclave. Domattina alle ore 10 sarà celebrata nella basilica di San Pietro la “Missa Pro Eligendo Romano Pontifice”. La liturgia, in latino, verrà presieduta dal cardinale decano Angelo Sodano, che pronuncerà l’omelia in italiano. “Concelebrano tutti i cardinali, non solo gli elettori”, ha precisato padre Lombardi. Nel passato Conclave, la messa “Pro Eligendo Pontifice” era durata 1 ora e 40 minuti, quindi è presumibile che questa non duri più di due ore. “Non ci sono biglietti per i fedeli, l’ingresso è libero”, ha ricordato il portavoce vaticano. Domani, alle 16.30, la processione dei cardinali dalla Cappella Paolina – dove i 115 cardinali elettori si saranno prima trasferiti da Santa Marta – alla Cappella Sistina, poi il giuramento dei porporati, l’“extra omnes” e la meditazione del cardinale Grech, dopo la quale – ha detto padre Lombardi – “è possibile che gli elettori facciano la prima votazione”, come è avvenuto nello scorso Conclave. “Dopo questa votazione, che difficilmente avrà un esito positivo, essendo la prima – ha dichiarato il portavoce vaticano – c’è da aspettarsi la fumata nera”. Quindi i porporati celebrano insieme i Vespri, momento che conclude la prima giornata di Conclave, prima del ritorno nella Casa Santa Marta. La Cappella Sistina è già pronta: per ogni cardinale c’è l’“Ordo rituum conclavis”, la copia della Costituzione e il libro della Liturgia delle Ore.

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