Insieme per la Fenice: campagna di sensibilizzazione contro la chiusura dei centri antiviolenza promossa dalla CPO di Teramo

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Print this page

PROVINCIA – La Commissione Pari Opportunità della Provincia di Teramo, nella persona della presidente Desireè Del Giovine e della vicepresidente Zaira Raiola, con il contributo della Consigliera di Parità Anna Pompili e dell’Università di Teramo, nonché della presidente CPO di ateneo Fiammetta Ricci, organizza, per la giornata di Giovedì 7 Marzo, la manifestazione Insieme per la Fenice, contro la chiusura del Centro Antiviolenza “La Fenice”.

All’iniziativa parteciperanno numerose istituzioni e associazioni, richiamando così l’attenzione dell’opinione pubblica sul grave fenomeno della violenza di genere e sulla necessità di garantire la riapertura e il funzionamento del Centro Antiviolenza “La Fenice”. Ad oggi, il centro è l’unico servizio provinciale di riferimento per le numerose vittime presenti sul territorio, nonché organo istituzionale inserito nella rete nazionale dei centri antiviolenza, nati a seguito di un’iniziativa promossa dal Ministero delle Pari Opportunità.

Giovedì 7 Marzo dalle 9,30 alle 13 presso la Sala Conferenze della Facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università di Teramo è prevista una tavola rotonda sul tema della violenza di genere dal titolo “La violenza di genere e i suoi volti: no more violence is possible?, una riflessione sui diritti negati alle donne, che ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sul crescente fenomeno della violenza di genere. Interverranno il Presidente CPO di ateneo, Fiammetta Ricci, il Rettore dell’Università di Teramo, Luciano D’Amico, il presidente della Provincia, Valter Catarra, la Consigliera di parità, Anna Pompili, la Consigliera CPO provinciale, Desirèe Del Giovine e il rappresentante degli studenti dell’Università degli Studi di Teramo, Cristian Carinelli. Al dibattito parteciperanno anche Patrizia Di Berardino (On The Road), Annalisa Zanutti (Amnesty International), Maura Morgigni (Emergency) e Cristina di Baldassarre (Centro Antiviolenza “La Fenice”); il Sostituto Procuratore del Tribunale di Teramo, Laura Colica e il Questore di Teramo, Amalia Di Rocco, nonché il Capo Area Trattamentale della Casa Circondariale di Teramo, Elisabetta Santolamazza e Annacarla Valeriano, Assegnista di Storia Contemporanea all’Università di Teramo. Modera Antimo Amore giornalista Rai.

A seguire, consegna del premio “Donne in Prima Linea”. Il riconoscimento, alla sua prima edizione, verrà conferito, nel corso della mattinata, a tre donne della provincia di Teramo, che si sono distinte nell’impegno a favore della legalità, nel reinserimento dal disagio e dalla marginalità, nella lotta all’illegalità e alle forme di sopraffazione e discriminazione, in particolare sulle donne. In serata, alle ore 20 presso il Ristorante “Il Fortino della Specola” di Teramo, è prevista una cena di beneficienza per la raccolta fondi da devolvere al centro. La cena sarà animata dalla band degli Animactonia Quintet.

Speriamo di riuscire ad accendere le luci della consapevolezza e a spegnere quelle della violenza.” –ha dichiarato il presidente CPO, Desireè Del Giovine, richiamando l’attenzione “sull’ampia adesione associativa e istituzionale all’iniziativa”e sottolineando “la necessità, da parte di enti e istituzioni, di farsi carico di mantenere in vita la rete di servizi indispensabile a contrastare il fenomeno.”

Fiammetta Ricci, presidente CPO di ateneo, si è soffermata, invece, sul convegno del 7 Marzo, dichiarando che il dibattito “vedrà la partecipazione di esperte che a vario titolo sono impegnate nella rete anti-violenza (il confronto è moderato dal giornalista di Rai 3 Antimo Amore);”dichiarando altresì che “la prima edizione del Premio Donne in prima linea conferirà un riconoscimento a tre donne che si sono distinte nell’impegno a favore della legalità, nel reinserimento del disagio e nella lotta alle forme di sopraffazione e discriminazione.”

La Consigliera di parità, Anna Pompili, ha, poi, ricordato “l’arretratezza della legislazione italiana in materia, che va aggiornata secondo le linee europee.”

I centri Antiviolenza sono a rischio chiusura in tutta Italia per il mancato rifinanziamento del Piano nazionale contro la violenza sulle donne e i drastici tagli agli enti locali. Ricordiamo la campagna nazionale lanciata da D.i.Re – l’associazione Donne in Rete contro la violenza – che prevede una piattaforma di cinque punti fondamentali, che dovranno essere presenti nel programma politico del futuro governo. Tra i vari punti promossi, troviamo il rinnovo del Piano Nazionale contro la violenza alle donne del Novembre 2010, con garanzia di stanziamenti economici adeguati e costanti ai Centri Antiviolenza e Case Rifugio su tutto il territorio nazionale, anche da parte degli enti locali, nonché il riconoscimento del livello di assistenza sociale (LIVEAS) per la violenza contro le donne.

“Ci sono circa 10 mila euro di contributi, che sono arrivati dalle banche, la Bls e la Banca dell’Adriatico, da privati cittadini, dai dipendenti del comando della Guardia di Finanza di Teramo, dagli stessi dipendenti della Provincia, dal Comune di Colledara e dal BIMha dichiarato il vicepresidente Renato Rasicci – e con questi riapriremo il centro, appena gli uffici completeranno tutti i passaggi amministrativi. La parte politica, considerate la drammatica situazione finanziaria nella quale ci troviamo, come centinaia di enti locali in Italia, sta facendo tutto quanto può e deve fare. Mi auguro, che le strutture amministrative dell’ente si facciano carico con la stessa sollecitudine del dramma delle donne lasciate senza un servizio e risolvano presto i problemi burocratici, che si presentano quasi quotidianamente”.

“La Fenice serve tutto il territorio provinciale,ha spiegato il presidente Valter Catarrasino ad oggi, solo la Provincia ha fatto fronte con fondi suoi al mantenimento del servizio. C’è un impegno politico e morale a proseguire su questa strada, ma ora le casse sono vuote e non vi è dubbio che la proposta fatta dal vicepresidente Rasicci, ormai un anno fa, di un piccolo contributo da parte di ogni Comune, può rappresentare la strada con la quale garantire continuità al servizio, come quella di inserire i Centri antiviolenza nei servizi strutturati degli ambiti sociali da finanziare con i fondi regionali.” Catarra si è soffermato, poi, sulla continuità del servizio, puntualizzando che “come amministrazione abbiamo dato un’indicazione precisa agli uffici: va garantita anche la continuità di assistenza con le persone e le professioniste che fino ad oggi hanno avuto in carico i casi.”

Un contributo arriva anche dall’assessore alle Pari Opportunità Eva Guardiani, che ha voluto ringraziare “le due CPO e la Consigliera di parità per il lavoro che stanno svolgendo, anche in questo caso senza fondi, e per la forte opera di sensibilizzazione, con risultati tangibili, nei confronti delle istituzioni e di informazione nei confronti dell’opinione pubblica.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *