Il film “La Parte degli Angeli” al Cineforum Buster Keaton

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SAN BENEDETTO DEL TRONTO– Martedì 5 marzo presso il Teatro Concordia, alle ore 17.00 e 21.30, verrà trasmesso il film “La Parte degli Angeli” di Ken Loach.

Robbie si intrufola furtivamente nell’ospedale in cui la fidanzata Leonie ha appena partorito e, abbracciando il figlio appena nato, gli promette che avrà un’esistenza migliore della sua, costretto alla fuga perché braccato dal padre di Leonie e dalla polizia che lo insegue a causa di un reato commesso. Riuscito a evitare la detenzione in prigione, mentre sconta la sua condanna offrendo servizi utili alla comunità, Robbie incontra tre piccoli criminali che non riescono a trovare lavoro per via dei loro trascorsi. Insieme, progettano di dare un nuovo corso alla loro vita grazie a ciò che Robbie ha imparato dall’educatore Henri sul whisky, mettendo in piedi una truffa.   

Per chi è familiare con l’irriverente serie britannica Misfits, non suonerà nuovo l’incipit dell’ultima fatica di Ken Loach: il giovane Robbie, scampato alla galera solo in virtù del fatto che sta per diventare papà, si ritrova condannato a espiare il suo crimine espletando il community service, ossia lavori socialmente utili, insieme a un gruppetto di gioventù variamente bruciata.

Siamo a Glasgow, l’accento è dei più ruvidi e la vita pure. Con il fidato Paul Laverty, in pochi minuti Loach costruisce il ritratto nudo e crudo di un’esistenza acerba, ma già priva di sbocchi che non passino dalla criminalità e dalla sconfitta. Robbie è la feccia della società, come non esita a ricordargli il suocero a suon di botte da orbi: non ha alcuna speranza di trovarsi un lavoro rispettabile e mettere su famiglia con la sua ragazza e il bimbo appena nato. Sembrerebbe il terreno di partenza per il consueto spaccato di degrado sociale “alla Loach”, quando, repentino, il whisky inizia a scorrere e infradicia il dramma di humour, trasformandolo in quella che è probabilmente la miglior commedia dell’anno. Educato da un paterno tutore alle gioie della degustazione, anziché attaccarsi alla bottiglia Robbie sorseggia dal bicchiere, dimostrando fiuto e contagiando la sua banda di misfits (sboccati e ignoranti ma genuini al 100% come i loro interpreti, tutti o quasi non professionisti) con la passione per il malto ben lavorato. E tra i fumi del dorato nettare ecco materializzarsi una possibilità inedita per i perdenti cronici: un whisky rarissimo, purissimo, da élite d’intenditori, sta per essere bandito all’asta. Come Robin Hood improvvisati e un po’ deficienti, i ragazzi s’imbarcano nell’impresa di rubare ai ricchi (o forse, agli angeli: la “parte” del titolo è quella piccolissima percentuale di spirito che evapora dalle botti durante la stagionatura) per dare a se stessi la chance di una vita migliore. Heist movie esilarante, aperto ai pazzeschi paesaggi delle Highlands e a fiumi di vigorose parolacce altrettanto scozzesi, la fiaba etilica di Loach traccia il suo percorso per la redenzione passando per il crimine (dis)organizzato. Racconta degli ultimi che non si arrendono, e anziché abbassare la testa, alzano il kilt.

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