A tu per tu con Bernard Tschumi

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Di Nicolas Abbrescia

GROTTAMMARE – Cosa c’entra la Svizzera con il Teatro dell’Arancio? Da una parte per queste capriate che sintetizzano questa struttura costruita dal Maggi, proveniente dal Canton Ticino, d’altra parte per aver ospitato la presentazione di una grande opera realizzata da un architetto di Losanna.

Due secoli dopo il Maggi, ancora uno svizzero ha illuminato il Teatro dell’Arancio: è Bernard Tschumi, che ha presentato il progetto A.N.I.M.A., la grande opera che cambierà il futuro della “Perla dell’Adriatico”.
La presentazione, svoltasi nel mezzogiorno del 20 febbraio, ha visto la presenza del Sindaco Merli, che ha aperto la presentazione definendola la più importante opera per Grottammare negli ultimi quarant’anni, ricevendo i complimenti dal presidente della fondazione Carisap, ente donante della grande opera, Vincenzo Marini.
Dopodiché e venuto il turno di Tschumi, che tradotto dal Marini ha spiegato con semplicità le caratteristiche principali dell’opera. Il complesso sorgerà ad ovest del casello A14, nel quartiere Bore Tesino e sarà a detta dell’archistar Lemana  un’opera che raccoglierà un bacino d’utenza che va da Rimini a Bari, in pratica seicento chilometri di Autostrada Adriatica.
Diverse sono le ispirazioni: dalla prospettiva di circostanza di stampo rinascimentale al futurismo, passando per l’architettura eroica e per le opere di Pericle Fazzini, che lo Tschumi ha scoperto e apprezzato ammirando l’armonia del Piceno e la potenza del Vecchio Incasato di Grottammare.

L’A.N.I.M.A. si svilupperà su quattro piani e sarà contraddistinta dalla sala principale da 1500 posti, avente la platea trasformabile in spazio espositivo in una struttura che si baserà sulla multifunzionalità. Da notare anche i due cortili, che fanno da complemento ad una grande opera che a detta delle autorità presenti e dello stesso Tschumi vedrà la luce attraverso un progetto sostenibile sia da un punto di vista economico sia per il consumo energetico.
Abbiamo intervistato l’Architetto Tschumi, che nel corso dei vari incontri si è dimostrato un grande architetto di sensibilità e disponibilità.

Qual è il rapporto con Grottammare, prima città Italiana che ospiterà una Sua opera?
“Prima di tutto è un grande piacere costruire in un paese cha ha visto la nascita dell’architettura; l’architettura del Rinascimento, in particolare Venezia, Roma, Firenze, estremamente importanti per tutta la cultura europea. Grottammare per me è un luogo specifico e molto differente, che ha delle condizioni geografiche, culturali e sociali che mi fanno pensare che al giorno d’oggi si possa fare qualcosa di nuovo all’interno di questo ambiente culturale e ciò m’interessa enormemente”.

Quali sono i monumenti e i luoghi di Grottammare e del Piceno che Le hanno colpito maggiormente e ispirato per il progetto A.N.I.M.A?
Mi ha interessato il fatto che la provincia picena è una terra di contrasto: abbiamo le colline, le montagne, il mare, il litorale, il mare, il litorale e abbiamo inoltre una cultura urbana: se penso a due città differenti come Ascoli Piceno e Grottammare, ho scoperto due centri urbani che ho trovato semplicemente meravigliosi e nel complesso A.N.I.M.A abbiamo cercato, attraverso i due cortili, di ricreare questo aspetto di urbanità e di scambio”.

Una menzione speciale va ai ragazzi delle classi quinte dell’istituto tecnico per Geometri Fazzini, che capeggiati dalla preside Rosanna Moretti, hanno posato insieme allo Tschumi in una foto-ricordo in cui il decano degli Archi-star è circondato da coloro che con l’ausilio della passione potranno anch’essi avere l’onore di progettare una grande opera a favore della collettività.

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